Come annunciato, sabato 5 aprile Elon Musk è apparso da vero e proprio deus ex machina al congresso della Lega a Firenze. Ma, invece di risolvere la maretta del governo – come faceva la divinità calata dall’alto nelle commedie del teatro classico -, potrebbe averne complicato i nodi. Pro domo sua, naturalmente. E anche di Salvini. L’occasione per lo show è stata fornita dal congresso del partito del ministro dei Trasporti, in programma nel capoluogo toscano nel weekend del 5 e 6 aprile. A proposito di trasporti: l’ennesimo sabato nero per le ferrovie ha reso difficile a delegati e giornalisti raggiungere la Fortezza da Basso, location fiorentina dell’evento. Ironie ( e giaculatorie) non sono mancate da parte di chi si è trovato coinvolto nei disagi.
Il segnale di Salvini a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia
L’intervento dell’uomo più ricco del mondo, nonché braccio destro di Donald Trump, era stato ipotizzato nei giorni scorsi, con il vicepremier in persona a gestire personalmente la trattativa. È stato proprio Salvini ad accogliere virtualmente il proprietario di Tesla, collegato in video, e a intervistarlo, improvvisandosi giornalista.
Per Salvini la presenza dell’amico americano è un segnale inviato a chiare lettere alla premier Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia. Il grimaldello per infastidiere la presidente è l’economia: nelle ultime settimane, infatti, i rapporti di Meloni con il proprietario di Space X (che era stato ospite d’onore nell’ultima edizione di Atreju) si sono incrinati a causa del rallentamento subito dal ddl Spazio: un provvedimento che, a detta di molti, aprirebbe la porta a un mega appalto per la società del magnate americano che controlla la costellazione satellitare Starlink.
L’intervento di Elon Musk: Ucraina e dazi
“È difficile ridurre la burocrazia – ha detto Musk in videocollegamento dagli Usa –. Siamo molto trasparenti [ma in merito ci sono riserve, ndr], qualsiasi azione viene postata su sito web e su X. Veniamo accusati di qualsiasi cosa: di fatto tagliamo spese assurde, ma ci attaccano ferocemente. Chi vuole ridurre la libertà di espressione è un Mussolini, uno Stalin, un Hitler: le restrizioni sono di impostazione fascista”.
Imboccato dal leader leghista – apparso a proprio agio nei panni di intrattenitore da talk show pomeridiano -, Musk ha poi parlato della guerra in Ucraina: “Stiamo mandando a morire le persone senza un piano. Se si parla con quelli della sinistra ci dicono non possiamo cedere alla Russia, ma non hanno nessun piano per il futuro. Quindi stiamo mandando a morire queste persone tutti i giorni senza nessun piano. Per sempre. E questo è crudele. È inumano. Donald Trump ha ragione, serve la pace”. Non poteva mancare un accenno al tema del momento, i famigerati dazi: “Spero che Usa e Europa riescano a creare una partnership molto stretta, più forte. Spero che ci sposteremo in una zona a zero dazi in futuro, con una zona di libero scambio fra l’Europa e gli Usa”.
Gli attacchi all’immigrazione e le “uccisioni di massa” in Europa
Il miliardario americano ha poi attaccato l’Europa per l’eccesso di burocrazia “che penalizza le piccole e medie imprese” e per le sue politiche sull’immigrazione, quasi a cavalcare il vecchio adagio “non possiamo accoglierli tutti”, molto in voga in quella frazione di popolazione italiana che ignora come gli immigrati che arrivano (e nella maggior parte dei casi non si fermano in Italia) sono meno dei giovani che partono.
“L’immigrazione di massa – ha detto Elon Musk – è una cosa folle, e porterà alla distruzione di qualsiasi paese che la consenta. Il paese dove ciò avverrà semplicemente cesserà di esistere. Ci sono otto miliardi di persone al mondo e se siamo un paese di 50-60 milioni di abitanti, ma anche un paese molto grande come gli Usa, una piccola percentuale del resto del mondo che si sposta in quel paese lo trasforma in un paese diverso. Un paese è composto dalle persone che lo abitano”. Non poteva mancare un po’ di allarmismo: “Con il terrorismo alla fine vedremo uccisioni di massa in Europa, i vostri amici, le famiglie, saranno tutti a rischio”, ha detto il miliardario.
Il congresso leghista è un armistizio senza sfidanti
Niente di nuovo, insomma. Intervento di Musk a parte, il congresso della Lega non ha riservato sorprese. Anzi: ha siglato una sorta di “armistizio” tra Matteo Salvini e i dissidenti interni, sempre più scontenti per il posizionamento all’estrema destra del partito, che con il passare degli anni e sotto la guida dell’attuale vicepremier ha di fatto abbandonato la sua vocazione “nordista” per assumere una forma ultra nazionalista.
Il leader, unico candidato e confermato segretario per acclamazione, ha imposto un cambio di statuto che allunga il suo mandato fino al 2029, prevede che il segretario possa nominare un vice in più (si parla di Roberto Vannacci, ma al momento non è neanche iscritto e ci sono molte resistenze interne) e permette l’elezione di membri nel Consiglio federale con meno di dieci anni di iscrizione (una mossa per non penalizzare i dirigenti del sud).
Fonte : Wired