Il riarmo italiano è già iniziato: costi per 73 miliardi (almeno)

Mentre si infiamma il dibattito sulle capacità di difesa europee e il Rearm Europe, i piani del governo Meloni per l’esercito vanno avanti. Il riarmo italiano è in corso da anni e in tutti i settori delle forze armate, dall’aeronautica alla marina. Ma il grosso arriverà dai reparti corazzati coi nuovi carri armati.

Quanto spende il governo Meloni nel riarmo italiano: la tabella dell'osservatorio Milex

Il programma potrebbe rendere il nostro Paese “una delle principali potenze militari europee”: come scritto dall’osservatorio Milex, il costo supera i 73 miliardi di euro, circa 4 volte l’ultima legge di bilancio. Già il 2025 è un record: per la prima volta sono stati superati i 30 miliardi di spesa annuali.

Aerei radar per la guerra elettronica, caccia e droni armati

Riguardo l’aeronautica, il programma Eurofighter è stato appena incrementato con l’ordine di altri 24 caccia Typhoon (7,5 mld) che si aggiungono ai 93 già in servizio. Si prevede di fare lo stesso col programma F-35 con la richiesta di altri 25 bombardieri (7 mld) in aggiunta ai 90 già ordinati.

Un aereo f35 dell'aeronautica militare

L’aeronautica italiana sta inoltre potenziando due flotte considerate altamente strategiche: quella – unica in Europa – di aerei radar e per la guerra elettronica basata sui Gulfstream G550 – ne ha 3 cui se ne aggiungeranno altri 2 (550 milioni) – richiestissimi per le operazioni Nato sul fronte orientale; e quella delle aerocisterne per il rifornimento in volo basata sui Kc-767 – ne ha 4 cui se ne aggiungeranno altre due (1,3 mld).

Infine, dopo anni di titubanze, si sta anche dotando di una flotta di droni armati basata sui Falco di produzione nazionale e forse anche sui Reaper americani.

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Alle 10 fregate lanciamissili Fremm se ne aggiungeranno altre 2 (1,5 mld), mentre proseguono spediti i programmi di costruzione e consegna dei 7 pattugliatori d’altura Ppa (5,7 mld) e dei 4 pattugliatori leggeri Ppx (1,2 mld), a cui si aggiungeranno anche 4 corvette europee in fase di studio e due nuove navi per operazioni speciali subacque, Olterra (60 milioni) e Ubos (35 milioni).

Una delle nuove fregate Fremm nei piani di riarmo della Marina militare

Ai due cacciatorpediniere Orizzonte in fase di potenziamento (1 mld) si affiancheranno due nuovi super-cacciatorpediniere/incrociatori Ddx (2,7 mld). Dopo il recente varo della nuova ammiraglia della flotta, la “Trieste”, seconda portaerei per gli F-35B (1,2 mld), sono in cantiere altri 4 sommergibili U212 (2,7 mld) che forse diventeranno 6, 12 nuovi cacciamine (2,6 mld per i primi 8) e 3 navi da sbarco (con dislocamento doppio delle 3 “Santi” che andranno a sostituire).

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Rinnovata anche la componente aerea imbarcata: non solo con gli F-35B ma anche con altri 9 aerei antisommergibili (560 milioni), con l’ammodernamento e l’ampliamento degli elicotteri Hh101 (680 milioni) e con l’ordine di 14 droni imbarcati (192 milioni) – per i quali è in pianificazione anche un’apposita nave portadroni (progetto “Sciamano Drone Carrier”).

23 miliardi per le forze corazzate

Ma su tutti spicca il programma da 23 miliardi per il rafforzamento delle forze corazzate cingolate: 280 nuovi carri armati pesanti Panther (8 mld) e oltre mille carri leggeri Lynx (15 mld) che si aggiungeranno ai 125 carri pesanti Ariete in fase di ammodernamento (1 mld).

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Arriveranno poi circa 150 nuovi obici semoventi Rch155 (1,8 mld) in aggiunta ai 70 Pzh2000 rimodernati (270 milioni). Rafforzato anche il parco carri ruotati con 150 Centauro 2 (1,5 mld) – che si aggiungono ai 250 vecchio modello – e 76 Freccia Plus (300 milioni) – anch’essi in aggiunta ai 250 già in servizio.

Rinnovata anche la flotta degli elicotteri da guerra con un centinaio di nuovi velivoli da combattimento Aw249 e multiruolo Aw169 (4 mld). In arrivo infine anche sei nuove batterie di missili anti-aerei Samp/t (3,7 mld) e una ventina di lanciarazzi Himars (1 mld), oltre a massicce forniture di proiettili da artiglieria da 155 mm (240 milioni).

Fonte : Today