CR7 nuovo proprietatio del Valencia: perchè l’affare può andare in porto (e perchè no)

I 30 gol finora messi a segno – in 34 incontri stagionali – continuano a far pensare che il momento di dire basta al calcio giocato non sia ancora maturo. Eppure, dopo aver compiuto 40 anni lo scorso febbraio, un pensiero al ventaglio di possibilità che si presenterà dopo aver appeso le scarpette al chiodo da CR7 viene comunque fatto, sebbene pubblicamente non siano mai arrivate indicazioni a riguardo. Uno degli scenari viene prospettato dal Mundo Deportivo, che accosta il nome di Cristiano Ronaldo al Valencia: i “pipistrelli”, che vantano nella loro bacheca sei scudetti e otto coppe del Re (oltre a sei titoli continentali), stanno vivendo un momento decisamente poco esaltante della loro ultracentenaria storia. Da cinque stagioni non partecipano alle coppe europee con un pallido nono posto come miglior piazzamento nella Liga in quest’ultimo lustro. Un mese fa il magnate singaporese Peter Lim, proprietario del club dal 2014, ha affidato al figlio Kiat – già consigliere dal 2022 – le redini della società, ma i malumori per ciò che concerne la gestione dei Blanquinegres restano.

Perché l’affare può andare in porto

La strada che porterebbe Ronaldo a diventare il nuovo proprietario avrebbe come corsia preferenziale proprio i buoni rapporti con la famiglia Lim. Aspetto non da poco, nonostante papà Peter all’indomani delle voci cominciate ad impazzare sui social si è subito affrettato a sottolineare come il club non sia in vendita. Ma di fronte ad una congrua offerta (non venne presa in considerazione quella di 250 milioni di euro formulata a gennaio 2024 da Miguel Zorío, ex vicepresidente del Valencia CF e inviata a Peter Lim, per rilevare il pacchetto di maggioranza delle azioni), magari con il supporto diretto della famiglia reale saudita o di un fondo di investimento, la situazione potrebbe cambiare. Senza contare che per CR7 ci sarebbe un salto in grande stile dal campo alla scrivania, alla guida di un club blasonato e desideroso di tornare agli antichi fasti. Una scommessa che oltretutto mitigherebbe anche la delusione per un’annata che non ha preso la piega sperata: in Saudi League, il suo Al-Nassr è staccato di sette lunghezze dalla vetta, occupata dall’Al-Ittihad.

Perché l’affare non andrà in porto

La condizione “sine qua non”, stando ai rumors provenienti dalla Spagna, è legata al piazzamento del Valencia al termine della attuale torneo iberico, per essere ancora più specifici alla permanenza nel massimo campionato, disputato ininterrottamente dal 1987. Traguardo che obiettivamente è più alla portata ora rispetto a febbraio, visto che nel mese di marzo i “pipistrelli” hanno messo in cassaforte dieci punti in quattro gare sfruttando bene il calendario. Ma il fronte degli scettici punta il dito non tanto sul risultato sportivo da raggiungere, quanto sulla situazione finanziaria del club – che non è delle più rosee, visto che secondo alcune indiscrezioni il debito strutturale da rifondare prevede un esborso di oltre 100 milioni di euro in poco meno di un anno – e sui corposi investimenti necessari a conferire rinnovata competitività alla rosa. Senza contare il nodo-stadio: l’iconico Mestalla ha compiuto nel 2022 cento anni, e la nuova casa dei giallorossi, cominciata ad essere edificata nel 2009, ha subito stop e rallentamenti senza soluzione di continuità. Tanto che i lavori sembra siano ripresi a gennaio, con i tempi di consegna ovviamente che si sono ulteriormente dilatati. CR7, nel frattempo, continua a giocare in Arabia ed a segnare. Ed i tifosi del Valencia ad auspicare una programmazione ambiziosa, con o senza Ronaldo al timone.

Fonte : Today