Ddl obesità, cosa dice il testo in discussione in parlamento

Il ddl obesità è in viaggio. L’Italia potrebbe essere il primo paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia “progressiva e recidivante” e a fornire cure mediche gratuite inserite nei livelli essenziali di assistenza (Lea), un elenco che contiene le prestazioni base mutuabili. Dalla lista sono esclusi, per esempio, gli interventi estetici. Ma il caso dell’obesità è diverso, e lontano da una mera questione di specchio. E’ un tema di salute, come peraltro aveva capito anche Michelle Obama nella sua lotta contro il junk food negli Stati Uniti.

A portare avanti la battaglia è Roberto Pella, capogruppo di Forza Italia in commissione Bilancio alla Camera e promotore del relativo disegno di legge ora in discussione a Montecitorio. In caso approvazione nelle prossime settimane, potrebbe entrare in vigore prima dell’estate.

Cosa prevede il nuovo disegno di legge sull’obesità

Il testo sulle “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità” è composto da sei articoli, e renderà l’obesità una patologia a tutti gli effetti. Non solo: secondo il relatore permetterà a chi ne soffre di accedere a trattamenti uniformi e gratuiti su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo principale è quello di eliminare le discriminazioni nei confronti dell’obesità, troppo di frequente considerata una colpa del singolo individuo invece che una malattia reale.

In Italia si parla di una popolazione in sovrappeso che oggi supera i 20 milioni di persone e 6 milioni le persone che superano la soglia di obesità spiega a Wired Roberto Pella. – A preoccupare è anche l’aumento di questi numeri rispetto ad altri paesi europei: il 19% dei nostri bambini di età compresa tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso, e il 10% risulta affetto da obesità con forti disuguaglianze tra il nord e il sud Italia”.

Il ddl obesità garantirà cure gratuite, visite specialistiche, esami diagnostici, farmaci, chirurgica bariatrica e supporto medico. Ma non solo: sono previsti, inoltre, un programma nazionale di prevenzione, campagne di sensibilizzazione per gli sportivi, educazione alimentare nelle scuole e tra le famiglie e una formazione specifica per medici e operatori sanitari.

Il disegno di legge sull’obesità prevede anche la promozione dell’allattamento al seno e l’istituzione, presso il ministero della Salute, di un Osservatorio per lo studio della patologia, a cui verranno attribuiti compiti di monitoraggio, studio e diffusione degli stili di vita tra gli italiani.

Sono molto fiducioso perché la legge raccoglie la convergenza totale da parte dei ministeri. Si tratta infatti di un testo che rappresenta un investimento per il futuro e dimostra l’avanguardia dell’Italia a livello sanitario, primo paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia”, conclude Pella.

L’obesità come malattia

Secondo la scienza, l’obesità è, a tutti gli effetti, una malattia cronica che dipende da fattori genetici, socioeconomici, psicologici, oltre che da quelli collegati allo stile di vita. La patologia ha un impatto significativo sulla salute pubblica ma anche sulla spesa del Servizio sanitario nazionale (Ssn) che viene stimata sopra i 13 miliardi di euro all’anno. Particolarmente preoccupante la diffusione della patologia tra i bambini, che sono anche i principali destinatari delle politiche di prevenzione precoce.

Fonte : Wired