Molte le domande a cui Mark Antony Samson ha dovuto rispondere riguardo all’omicidio di Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni trovata chiusa in una valigia poi gettata in un burrone di un’area boschiva a Poli. “Ho fatto tutto da solo” avrebbe detto l’omicida reo confesso durante l’interrogatorio di convalida del fermo tenutosi nel carcere di Regina Coeli, durato cinque ore. Negata la premeditazione.
Non ha voluto rispondere invece alle domande che riguardavano i suoi genitori. Oltre all’omicidio volontario aggravato al 23enne di origini filippine i pm contestano l’occultamento di cadavere. Ma qualcosa non torna.
“Ho fatto tutto da solo”
Samson avrebbe raccontato di aver ucciso Ilaria Sula la mattina del 26 marzo dopo avere trascorso la notte insieme a lei in casa sua, nell’appartamento di via Homs nel quartiere africano a Roma. La studentessa 22enne di origini umbre era andata dal suo ex per restituirgli alcuni vestiti, poi stando al racconto del ragazzo si sarebbe trattenuta a dormire per evitare di prendere i mezzi pubblici.
Il 23enne avrebbe decritto una storia fatta da alti e bassi, finita da poco tempo. Poi l’improvviso “raptus” a cui non sa dare una spiegazione. “L’ho uccisa per gelosia, ma l’amavo”.
La confessione
“Siamo rimasti a parlare, si è fatto tardi e ha deciso di rimanere a dormire da me perché non c’erano più bus che la riportassero a casa”. Il ragazzo avrebbe detto di averle portato la colazione in camera e di averla aggredita alle spalle, con il coltello che era sul vassoio. Dall’autopsia eseguita sul corpo della studentessa è emerso che la 22enne è stata uccisa con tre coltellate, tutte al collo, e che a causare il decesso è stata una violenta emorragia.
Mark avrebbe poi chiuso il corpo della ex in una valigia, che ha caricato in macchina e abbandonato in una zona isolata di Capranina Prestina, nei pressi del Monte Guadagnolo, dove è stata ritrovata il 2 aprile. A quanto si apprende dai rilievi della polizia però non sarebbero state trovate tracce di sangue nell’auto che Samson avrebbe indicato. Tracce ematiche invece sono state trovate nella casa dove il ragazzo viveva con i genitori, soprattutto nella camera da letto.
Le ombre sul ruolo dei genitori
Samson avrebbe confermato di avere ripulito il luogo dell’aggressione. Di aver comprato del detersivo e degli stracci per ripulire la camera da letto. Il coltello lo avrebbe infilato in una busta dell’immondizia, insieme a un tappeto sporco di sangue e agli stracci. Poi avrebbe gettato tutto in un cassonetto a poca distanza dall’appartamento. Il cellulare di Ilaria invece, che il ragazzo ha usato nelle ore successive alla scomparsa dell’ex, lo avrebbe fatto cadere in un tombino. Non è stato ancora ritrovato.
Il 23enne ha risposto a tutto, tranne alle domande che riguardavano i genitori, avvalendosi della facoltà di non rispondere. La posizione dei genitori resta al vaglio degli inquirenti, il sospetto è che almeno uno dei due potrebbe aver avuto un ruolo ‘fattivo’ nella fase successiva all’omicidio. In tal caso sarebbe accusato di concorso in occultamento di cadavere. Ma è ancora tutto da verificare.
Fonte : Today