Il colpo di mano del governo (e di Salvini) col decreto Sicurezza

Per superare un ostacolo a volte bisogna andare indietro per poi tornare avanti: il ddl Sicurezza diventa dl, con buona pace di esperti, associazioni ed opposizioni. Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo provvedimento: l’espediente è stato studiato dal governo Meloni e serve a sbloccare l’iter di un disegno di legge bloccato da mesi in Parlamento. Ma soprattutto ad accontentare Matteo Salvini, pronto per essere riconfermato  segretario della Lega.    

Meloni: “Norme non più rinviabili”

Durante il Consiglio dei ministri di oggi, venerdì 4 aprile, Meloni, secondo quanto si apprende, ha spiegato la scelta dell’esecutivo: “Ci assumiamo la responsabilità, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano”. A detta della presidente del Consiglio le misure non sono più rinviabili: da qui la necessità di un decreto-legge che “sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore”. 

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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che nel decreto Sicurezza “ci sono 6-7 modifiche che sono solo l’esito della discussione parlamentare”, invitando a non chiamare in causa il Quirinale: “Ci sono discussioni tra le istituzioni democratiche”.  Nel testo “prevediamo bodycam per il personale delle forze di polizia”, uno strumento “molto atteso e molto richiesto dal personale delle forze di polizia”, ha ricordato il titolare del Viminale durante una conferenza stampa. Piantedosi ha ricordato che rispetto al ddl Sicurezza nel nuovo provvedimento “è stata modificata la custodia cautelare per le donne incinte o madri di bimbi piccoli accogliendo le preoccupazioni espresse da qualcuno: permane quindi la facoltatività”. Il governo non vuole “penalizzare le donne incinte ma l’utilizzo strumentale della condizione di maternità per commettere reati, come nel caso delle borseggiatrici”. 

Accelerare e accontentare Salvini 

Il ddl Sicurezza si trova in Senato ed è stato già approvato in prima lettura alla Camera. Il testo del governo Meloni è composto da trentotto articoli e in questi mesi è stato fortemente criticato per i suoi contenuti: dall’introduzione di nuovi reati alla norma sull’ampliamento dei poteri per i servizi segreti, passando per lo stop alla cannabis light. L’iter del disegno di legge è stato tortuoso: approvato nel novembre 2023 in Consiglio dei ministri, licenziato dall’aula della Camera dopo quasi un anno di lavori parlamentari (febbraio-settembre 2024) e successivamente trasmesso in Senato per l’esame in seconda lettura. 

Super poteri agli 007, stop alla cannabis light e arresto per “Gandhi”: il governo blinda il ddl Sicurezza

A Palazzo Madama il provvedimento è all’ultimo miglio ed è pronto per ricevere l’ok dell’assemblea. Il governo Meloni ha fatto però male i conti sulle coperture e sono state approvate nuove modifiche che costringerebbero il testo ad una terza lettura, cioè a un ritorno a Montecitorio e all’apertura di nuove battaglia parlamentari con le opposizioni. Fumo negli occhi per il centrodestra ma soprattutto per Salvini, che vede il ddl Sicurezza come un cavallo di battaglia irrinunciabile. Qualsiasi rallentamento metterebbe in discussione l’intero impianto securitario studiato dall’esecutivo: da qui la necessità di un Consiglio dei ministri apposito per approvare un decreto che ricalca i contenuti del disegno di legge e ha un titolo pressochè identico: “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario”. 

L'iter in Parlamento del ddl Sicurezza

Cosa resta del ddl Sicurezza e cosa cambia

Il dl Sicurezza approvato in Consiglio dei ministri contiene tutte le norme del testo già all’esame del Parlamento ma con qualche “piccola eccezione”: il provvedimento infatti è stato ammorbidito nei passaggi più delicati. Le modifiche riguardano norme come la misura sulle detenute con figli fino ad un anno di età e il divieto di Sim ai migranti (basterà il passaporto o una carta d’identità per acquistare la carta). Stop anche all’obbligo per le amministrazioni pubbliche e le società partecipate di rispondere alle richieste di collaborazione dei servizi segreti per esigenze di sicurezza nazionale. Resta invece la norma che autorizza gli agenti dell’intelligence a partecipare e dirigere associazioni sovversive e terroristiche e a prendere parte ad associazioni mafiose. 

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Il dl Sicurezza andrà poi pubblicato in Gazzetta ufficiale e da quel momento scatteranno i 60 giorni di tempo per la sua conversione in legge: non è escluso che in Parlamento possano esserci ulteriori sorprese. Nel nuovo testo rimane molto del “vecchio” ddl Sicurezza, destinato a finire in un binario morto a livello legislativo. Infatti restano gli oltre venti tra nuovi reati e fattispecie, come l’occupazione abusiva di immobile o il blocco stradale o ferroviario. Ma anche lo stop alla cannabis light – anche se la norma è stata leggermente modificata – e il corposo pacchetto di misure che riguardano le forze dell’ordine.

Fonte : Today