Copilot, l’IA di Microsoft diventa un’assistente: ha memoria, svolge compiti da sola e vede il mondo

Nel giorno in cui compie 50 anni, Microsoft si occupa del futuro.

E approfitta della primavera per rinnovare, nel look e nei compiti, il suo prodotto più innovativo: Copilot, un chatbot basato su intelligenza artificiale generativa che comprende il linguaggio naturale e imita la creatività umana.

Finora Copilot – come molti altri chatbot basati su IA generativa – è stato capace principalmente di produrre testi, immagini e di effettuare ricerche sul web potenziate dagli algoritmi.

La svolta di Copilot: l’IA al servizio delle persone

Ma l’idea di Microsoft è di trasformarlo in un vero e proprio “compagno”. Lo slogan che annuncia il nuovo Copilot è proprio questo: “AI Companion”. Un assistente basato su intelligenza artificiale capace di andare oltre la generazione di contenuti, per intercettare i desideri di chi lo utilizza sulla base di un costante lavoro di personalizzazione.

“Companion”, in inglese, può voler dire molte cose a seconda del contesto. Può significare “compagno”, ma anche “assistente”, appunto, oppure “partner”, “amico”, “confidente” e “collega”. Dunque cos’è, davvero, Copilot?

“In realtà, non esiste una singola risposta che lo descriva appieno. Perché l’esperienza sarà leggermente diversa per ciascuno di noi” ha spiegato Mustafa Suleyman, ex DeepMind e oggi capo dell’IA di Microsoft.

“Un compagno AI è completamente personale, costruito attorno a bisogni, valori e aspettative individuali – ha aggiunto Suleyman presentando le nuove funzioni del chatbot targato Microsoft -. Ecco perché, in definitiva, ci saranno tanti Copilot diversi quante sono le persone che li utilizzano”.

Copilot avrà la “memoria”

Il modo in cui cambierà Copilot dipenderà essenzialmente da quello che imparerà sull’utente. A tal proposito, il chatbot di Microsoft acquista la “memoria”.

“Copilot ricorderà ciò di cui parli, imparerà i tuoi gusti e le tue antipatie, e i dettagli della tua vita: il nome del tuo cane, quel progetto complicato al lavoro, cosa ti spinge a mantenere la tua nuova routine di allenamento – ha spiegato Suleyman -. Copilot si presenterà, alle tue condizioni, nel modo giusto al momento giusto. È un nuovo tipo di relazione con la tecnologia, una nuova era”.

Nella demo mostrata da Microsoft per illustrare la nuova “memoria”, Copilot ricorda per esempio un viaggio effettuato in passato in Messico dall’utente che ha appena manifestato l’intenzione di “pianificare un nuovo viaggio”.

Poi il chatbot, sulla base di un’abitudine specifica che ha intuito dalle conversazioni con l’utente – la cena fuori del mercoledì sera – suggerisce un nuovo ristorante da provare.

Mehdi: “La sicurezza sopra ogni cosa”

“Memoria” e “utente”, ultimamente, non sono due parole che vanno sempre d’accordo. Microsoft lo sa bene. Circa un anno fa il colosso tech ha presentato una funzione controversa di Windows 11, chiamata “Recall”, che ha suscitato diverse critiche perché era progettata per catturare periodicamente screenshot delle attività dell’utente, al fine di recuperare facilmente informazioni visualizzate in precedenza.

Il tentativo di rendere la vita più facile alle persone ha innescato, nel caso di Microsoft, polemiche da parte di chi temeva che la privacy fosse a rischio.

Stavolta Yusuf Mehdi, dirigente di alto livello in Microsoft con il ruolo di Vicepresidente Corporate e Direttore Marketing per i prodotti destinati ai consumatori, ci tiene a precisare che nel caso di Copilot “la sicurezza e la privacy avranno la precedenza”.

“Faremo in modo che l’utente abbia pieno controllo attraverso una dashboard – ci ha spiegato Mehdi -. Si potrà scegliere quali tipi di informazioni dovrà ricordare Copilot, se eliminare singole voci o eliminare tutto. Attraverso il profilo utente si potrà sempre chiedere a Copilot: ‘Ehi, cosa sai di me?’. Chiunque vorrà eliminare qualcosa, potrà farlo”.

Un avatar per Copilot

Oltre ad avere una memoria, Copilot presto potrebbe avere anche una “forma”, un aspetto virtuale. Si tratta di una caratteristica inedita: nessuno tra i principali chatbot sul mercato – da ChatGpt a Gemini e Claude – ha un avatar che risponde all’utente.

“Stiamo sperimentando nuovi modi per interagire con l’IA – ha detto Mustafa Suleyman -. Ad esempio, cosa succederebbe se il tuo Copilot avesse un aspetto e tu potessi modellarlo e plasmarlo a tuo piacimento? Siamo agli inizi di questo ragionamento, ma presto sarà possibile personalizzare Copilot e interagire con il chatbot in modo divertente, mentre offre consigli e supporto quando lo desideri”.

L’IA potrà svolgere compiti in autonomia

Ma ancora prima di avere una “forma”, Copilot sarà in grado di svolgere delle operazioni senza la supervisione umana.

Un’altra novità del chatbot riguarda infatti le “Azioni” che può intraprendere, come prenotare eventi online, riservare un tavolo per la cena o inviare un regalo a un amico

“Il funzionamento è semplice – ci ha spiegato Mehdi -. Apri Copilot sul tuo notebook e gli dai un comando semplice come ‘Invia fiori ai miei genitori’, e lui aprirà [il browser, ndr] Edge e cercherà [da solo, ndr] l’offerta migliore per la spedizione. Come un vero assistente, ti terrà aggiornato mentre trova informazioni sul web. Ovviamente quando arriverà il momento di effettuare l’acquisto ti chiederà: ‘Ehi, vuoi comprare questi? Approvi l’acquisto?’”.

Microsoft ha annunciato dei “partner” per questo servizio – come Expedia, Booking.com e Tripadvisor – ma Mehdi ci ha assicurato che le “Azioni” di Copilot sono compatibili, diciamo, con i grandi siti web che consentono di compilare form ed effettuare ordini o prenotazioni.

Copilot apre gli “occhi”

Il futuro dell’IA non è solo svolgere compiti in autonomia ma anche commentare in tempo reale ciò che vedono gli esseri umani, per essere ancora più di supporto alle operazioni quotidiane e nei problemi che si possono presentare.

Per questo Microsoft ha sviluppato – sulla scia di uno strumento già disponibile e apprezzato su ChatGpt – “Vision”, la capacità di Copilot di vedere e commentare ciò che accade sullo schermo di un pc ma anche quello che viene ripreso dalla videocamera integrata in uno smartphone.

Attraverso l’app Copilot, l’utente può esplorare l’ambiente circostante e richiedere informazioni, consigli o idee. L’applicazione analizza sia il video in tempo reale dalla fotocamera, sia le foto salvate nel rullino.

Per esempio la funzione “Vision” permette di valutare la salute di una pianta o di analizzare l’aspetto di un appartamento e fornire consigli sull’arredamento. “Vision” sarà disponibile nell’app Copilot sia per iOS sia per Android.

Come funziona Copilot Vision su Windows

La nuova app Copilot nativa di Windows, invece, consente di richiamare il chatbot durante l’utilizzo di più applicazioni, schede del browser o file.

Copilot leggerà lo schermo e interagirà con il contenuto, permettendo all’utente di cercare informazioni, modificare impostazioni, organizzare file e collaborare a progetti senza dover passare da un’applicazione all’altra.

Su Windows l’app Copilot è accessibile tramite la combinazione di tasti Alt+Spazio. In alternativa si può tenere premuto Alt+Spazio per due secondi per attivare i comandi vocali.

L’app nativa di Copilot per Windows è già disponibile, mentre la funzione “Vision” sarà inizialmente disponibile per gli “Windows Insiders” a partire dalla settimana prossima, per poi essere distribuita più ampiamente.

Il confronto con ChatGpt

Fino a oggi Copilot ha vissuto, diciamolo, un po’ all’ombra di ChatGpt, il popolare strumento basato su IA generativa sviluppato da OpenAI.

Microsoft è tra i principali investitori dell’azienda guidata da Sam Altman che ha innescato, ormai due anni fa, una rivoluzione tecnologica contraddistinta dall’intelligenza artificiale generativa.

Ma il look e il feeling rinnovato di Copilot, che aggiunge tra le sue funzioni anche una ricerca sul web approfondita (Deep Research) e la possibilità di creare un podcast a partire da un documento, lasciano intendere che Microsoft vuole prendersi qualche riflettore in più e affiancare OpenAI nel gruppo di testa della corsa all’IA generativa.

“Il successo di ChatGpt sta creando mercato – ci ha detto con espressione serena Yusuf Mehdi -. Ciò che è entusiasmante è che sta portando l’idea dell’intelligenza artificiale personale a un vasto pubblico. Lo troviamo fantastico, ci piace, e pensiamo che sia positivo che ci sia molta concorrenza e molte idee in circolazione”.

Fonte : Repubblica