Oltre alla narrativa, però, il regista vuole colpire al cuore gli spettatori anche con la nostalgia legata ai primi anni del 2000, proprio il periodo in cui molti fan dello show finalmente giocavano nelle loro camerette con la nuova fiammante PlayStation 2 al primo Devil May Cry.
La serie animata è infatti ambientata in quegli anni, quando il web era meno preponderante e i cellulari erano dei telefoni grandi come mattoni. Per rincarare la dose, poi, è stata scelta una colonna sonora magistrale, con alcune famose canzoni metal e nu metal dell’epoca, a cominciare da Rollin’ dei Limp Bizkit, qui sigla iniziale, per arrivare a Last Resort dei Papa Roach e agli Evanescence, che qui debuttano con il loro nuovo singolo chiamato Afterlife. Inoltre, per restare fedeli al videogioco, come ending abbiamo la famosa theme song di Devil May Cry 3, intitolata Devils Never Cry, negli anni diventata iconica per i fan dei videogiochi e qui riproposta con un nuovo arrangiamento.
Una spada, due pistole
Seppur la serie animata inventi o reimmagini molti elementi del background narrativo di Devil May Cry, vi si nota un’estrema cura per i dettagli e un grande rispetto verso il materiale originale. Come da tradizione per molti dei capitoli principali della saga, l’ufficio di Dante, sempre sporco e disordinato, è teatro proprio all’inizio di un’epica scena d’azione con annessa musica dal jukebox a fare da colonna sonora. Ma questo è solo l’inizio, perché sono tantissimi gli easter egg dedicati alla saga videoludica sparsi negli otto episodi che compongono la serie, come la comparsa di Lucia (coprotagonista di Devil May Cry 2) in una particolare scena e altri rimandi di varia natura. Non è finita qui: ci sono anche moltissime citazioni e riferimenti ad altri titoli di Capcom, come ad esempio Street Fighter, Mega Man e Resident Evil.
Shankar e il suo team non si limitano solo a inserire questi rimandi dedicati ai fan più attenti, ma dimostrano di conoscere la saga di Devil May Cry ben oltre i videogiochi. Molti personaggi inseriti infatti fanno parte di opere ufficiali ma al di fuori dei videogiochi: un esempio è Enzo, il broker dei cacciatori di demoni che nei videogiochi è solo citato di sfuggita, mentre compare effettivamente in alcuni romanzi. Anche il Bianconiglio, antagonista principale della serie, compariva in un manga dedicato a Devil May Cry 3, anche se in questo show ne viene ripresa solo l’estetica.
Fonte : Wired