La tappa zurighese della mostra contempla un’esclusiva sezione in più: il Museo Rietberg ha allestito, all’interno della collezione permanente, una sala dedicata alle tradizioni artistiche della Corea e in particolare alle immagini buddhiste e sciamaniche. “Le opere in mostra mettono in luce i legami tra la cultura pop e la storia artistica e culturale del Paese” ha spiegato Khanh Trinh. “Abbiamo voluto mostrare la rilevanza dell’arte storica nella società contemporanea. Per quanto riguarda l’Asia, è tipico che molti artisti che lavorano sulla scena contemporanea facciano riferimento alla propria tradizione, alla propria storia, in modo molto più forte di quanto facciano gli artisti occidentali. Sa, molti dei nostri spettatori probabilmente conoscono solo il mondo coreano negli ultimi cinque o dieci anni, grazie ai giornali, il cinema e i k-drama che affollano Netflix. Anche le piattaforme come Tiktok e Instagram sono inondate di contenuti coreani al momento. Per questo la mostra si prefissa di allargarne gli orizzonti”. In esclusiva la mostra svizzera presenterà una grande videoinstallazione di Nam June Paik, e dipinti della dinastia Joseon provenienti da collezioni europee.
Ji Won Choi x Adidas Courtesy AdidasJi Won Choi x Adidas Courtesy Adidas
Immaginiamo quanto possa essere appagante per un amante della cultura coreana allestire una mostra del genere. “Per me è una grande soddisfazione” ha confermato la curatrice. “Ci siamo divertiti molto, e questa è una cosa di cui sono molto orgogliosa. Sa, abbiamo anche creato un gruppo di ballo… facciamo anche noi parte della mostra: abbiamo girato un video con la celebre coreografia di Gangnam Style e abbiamo la nostra playlist di Spotify!”. Altro che mostre noiose ed elitarie, Hallyu! L’onda coreana è infatti corredata da una playlist ufficiale concepita per offrire un’esperienza sonora complementare al percorso espositivo. Buona mostra!
Fonte : Wired