Chi è Giancarlo Devasini di Tether, il terzo uomo più ricco d’Italia

Il terzo uomo più ricco d’Italia ha fatto la sua fortuna con le criptovalute. Giancarlo Devasini, fondatore di Tether, occupa il terzo posto nella classifica Forbes 2025 con un patrimonio stimato di 22,4 miliardi di dollari. Originario di Casale Monferrato, medico di formazione, l’imprenditore piemontese ha guadagnato una posizione rispetto all’anno precedente, superando Giorgio Armani. Nella lista dei più ricchi italiani lo precedono solo Andrea Pignataro, fondatore del gruppo fintech Ion (secondo con 34 miliardi), e Giovanni Ferrero, a capo dell’impero dolciario (che si conferma il più ricco di tutti con 38,2 miliardi).

La ricchezza di Devasini deriva dalla sua posizione di primo azionista (e presidente) di Tether, società che ha sviluppato e gestisce la criptovaluta USD₮. USD₮ è una “stablecoin“: si definisce in questo modo una criptovaluta il cui valore è ancorato a a un asset del mondo reale, in questo caso il dollaro americano.

Con una capitalizzazione di mercato superiore a 131 miliardi di dollari (al momento in cui scriviamo), USD₮ è la stablecoin più utilizzata al mondo. La forte domanda di questo strumento ha permesso alla società di registrare nel 2024 un utile netto record di 13,5 miliardi di dollari, come riportato dal quotidiano Milano Finanza.

Chi è Giancarlo Devasini?

Giancarlo Devasini non ha una formazione da nerd. Laureato in medicina all’università di Milano nei primi anni Novanta, ha abbandonato la carriera di chirurgo plastico dopo un paio d’anni per dedicarsi al commercio di hardware informatico. Diverse aziende che passano dalla compravendita di componenti per pc a business nel settore alimentare. Attività che hanno alti e bassi, ma gli garantiscono comunque di che vivere. Nel 2014, assieme a un gruppo di entusiasti delle cripto crea “Realcoin”, rinominata Tether il 20 novembre dello stesso anno. Il progetto consiste in una criptovaluta con valore ancorato al dollaro, pensata per offrire stabilità in un mercato caratterizzato da forti oscillazioni. Sede alle Isole Vergini Britannich, al timone oggi ci sono l’amministratore delegato Paolo Ardoino, lo stesso Devasini nel ruolo di presidente, Simon McWilliams come direttore finanziario e Claudia Logorio a capo delle operazioni.

La crescita registrata negli anni ha permesso all’azienda di diversificare gli investimenti, diventando secondo azionista della Juventus e rafforzando la sua presenza in Italia. Nei giorni scorsi la notizia che Tether è salita al 30,4% del gruppo Be Water di Guido Brera, la società che controlla Chora media e Will Media. Poco incline a parlare coi giornalisti, pare che Devasini viva a Lugano, in Svizzera, come riportato dal Corriere del Ticino.

Le controversie di Tether

USD₮ di Tether è una stablecoin, cioè una criptovaluta legata a un asset reale nel tentativo di provare a conferirle stabilità. L’azienda sostiente che i token si muovono nel mondo digitale delle blockchain “con la stessa facilità” delle altre criptovalute (leggi: mancanza di tracciabilità), ma è “ancorata al mondo reale su base 1:1”. Quindi, “un USD₮ corrisponde a un dollaro”. Una combinazione che rende USD₮ essenziale come bene rifugio per gli spericolati investitori del mondo cripto, esposti a forti oscillazioni in attesa della prossima scommessa vincente.

Non sono mancate le controversie, che hanno destato l’attenzione delle autorità americane. In discussione la portata effettiva delle riserve di Tether. Sul sito della società c’è una pagina dedicata alla trasparenza: al momento in cui scriviamo gli asset detenuti dalla società sono pari 143 miliardi di dollari, secondo gli ultimi dati comunicati. L’82,35% delle riserve è cash, equivalenti del cash o altri depositi a breve termine (con il 79,83% costituito da buoni del tesoro americani). Si registra, poi, un 3,7% in metalli preziosi , un 5,47% in bitcoin e la rimanenza divisa tra altri investimenti e secured loans. Sia come sia, quella di Giancarlo Devasini è una storia di rottura nel paludato panorama della ricchezza italiana. Non è facile stabilire se debba ispirare ottimismo o far riflettere: Ferrero e Armani producono merci fisiche, la ricchezza virtuale è molto più volatile. Ma anche questo è il mondo di oggi.

Fonte : Wired