Cosmetici, questa startup li crea con frutta e verdura del territorio

Prodotti nutraceutici, prodotti farmaceutici e prodotti cosmetici più sani e sostenibili con uva d’Abruzzo e arancia rossa siciliana, ma anche asparagi, broccoli e radice di liquirizia. Tutti alimenti di alta qualità, non solo da gustare. La missione che si è data la startup italiana Exolab non è cucinare, ma selezionare esclusivamente vegetali biologici e made in Italy per trasformarli in una polvere versatile, utilizzata in diversi settori, dalla cosmetica alla farmaceutica.

Un pool di investitori internazionali ha recentemente deciso di supportarla con 5 milioni di euro che serviranno per ampliare il mercato anche oltreconfine, rafforzandosi con nuove assunzioni che vadano a integrare la parte business. Finora, infatti, il gruppo di lavoro è stato focalizzato su attività di ricerca e sviluppo attorno agli esosomi. Vediamo cosa sono, e perché l’azienda ci crede tanto.

Cosa sono gli esosomi

Valerio Carconi è il marketing manager di Exolab e introduce gli esosomi definendoli come “vescicole in grado di trasportare antiossidanti, vitamine, proteine, acidi nucleici e lipidi specifici. Abbandonando le formalità, si affretta a paragonarli a “una grande rete internet attiva in ogni specie vivente” e poi si concentra su vegetali derivanti dall’agricoltura biologica italiana. È infatti questa la scelta compiuta da Exolab che, a sua detta, non è idealistica ma scientifica: “La ricchezza di biodiversità che abbiamo in Italia è rara da trovare altrove – spiega – e i controlli sui prodotti biologici, nel nostro territorio, sono tra i più severi d’Europa”.

Exolab, spiega il manager, seleziona in tutto il paese frutti e radici, piante e fiori, isolandone gli esosomi. Poi ricava il codice genetico dei vari vegetali e seleziona tutti gli antiossidanti essenziali con cui “creare tante combinazioni degli elementi di volta in volta più attivi per massimizzare le performance”. È un meccanismo di produzione, secondo Carconi, diverso da quello più diffuso (che è basato su cellule staminali o vegetali, spiega, e “presenta maggiori complessità”). Partire dai vegetali freschi come fa Exolab, afferma invece,“permette di godere di grandi margini di crescita in termini di volumi, anche perché la materia prima non sembra mancare. Per ora”.

I benefici della polvere mediterranea

Secondo uno studio appena presentato a Rivoluzione Bio – la piattaforma di riflessione sulle tematiche del settore biologico -, infatti, il settore biologico italiano è in crescita sia in termini di valore (+4,6%), sia di ettari dedicati (+4,5%) che attualmente sfiorano i 2 milioni e mezzo. Questo settore è per Exolab il fornitore unico, da esplorare in cerca di varietà performanti in termini di efficacia di principi attivi.

La maggior parte le trova al Sud, soprattutto in Sicilia, per via del suolo particolarmente ricco che renderebbe i raccolti “unici al mondo”. Carconi cita l’arancia rossa assieme a tanti altri prodotti che rendono da sempre interessante la cucina mediterranea ma che sembrano funzionare anche nei laboratori di Exolab. È arrivato quindi, prosegue, il momento di spingere la polvere che se ne ricava su un mercato più ampio, e la startup si prepara a farlo promettendo di ingaggiare venti nuovi collaboratori entro cinque anni, principalmente nell’area commerciale e strategica.

Dai trucchi ai farmaci

Il primo settore di riferimento ha un valore, spiega l’azienda, di circa a 16 miliardi di euro che nel 2025 potrebbe crescere del 7%: quello dei cosmetici. Exolab lo approccia vendendo la propria polvere come materia prima ad alcuni grandi brand perché la inseriscano nelle proprie formulazioni al fine di aumentarne l’efficacia. Secondo Carconi ciò significherebbe prodotti più sani e naturali per l’utente finale ma anche meno danni per l’ambiente. “Utilizziamo piccolissime quantità di materia prima e non c’è nessun solvente perché il processo di separazione è meccanico precisa – Inoltre la buccia e le fibre vengono trasformate in compost e restituite alle aziende agricole”.

Con una dinamica simile, Exolab fa già affari anche nella nutraceutica, puntando su “basso dosaggio, elevata biodisponibilità e superamento della barriera gastrica”. Tali vantaggi potrebbero essere interessanti per il settore farmaceutico e sono già in corso progetti di ricerca dedicati. Quello principale mira a sfruttare gli esosomi come “drug carrier” (trasportatori di farmaci) al posto dei liposomi. “Sarebbero molto più efficienti” spiega Carconi, aggiungendo che in questo settore il vero obiettivo è creare tanti prodotti che “aumentino la biodisponibilità di molecole già oggi sul mercato ma non ancora utilizzabili in tal senso, come il retinolo e numerosi peptidi e anticorpi”. Per la prossima svolta internazionale, Exolab sta già negoziando una partnership con Dsm Firmenich, uno dei maggiori player al mondo per la distribuzione di ingredienti. Dall’inizio del 2026 forse anche di polvere biologica made in Italy.

Fonte : Wired