SEA Beyond Ocean Literacy Center, un centro dedicato all’educazione all’oceano

Si trova sull’isola di San Servolo, nella laguna di Venezia, già sede di importanti istituzioni, ed è unico perché in Italia non esiste un altro luogo per poter avvicinare oceano ed esseri umani.

Il SEA Beyond Ocean Literacy Center nasce grazie all’iniziativa del Gruppo Prada e della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (UNESCO-COI) nell’ambito del progetto SEA BEYOND, attivo dal 2019, per aumentare la consapevolezza sulla sostenibilità e la preservazione dell’oceano presso le giovani generazioni. L’obiettivo di questa importante iniziativa è quello di avvicinare a questo tema fondamentale un pubblico ampio ed eterogeneo, nei suoi spazi, infatti, studenti di vario grado, ricercatori, comunità locale, cittadinanza e anche turisti potranno avere accesso ad un’esperienza multidisciplinare per stimolare il pensiero critico dei visitatori rispetto al loro rapporto con la laguna e l’oceano e per spingerli ad adottare comportamenti virtuosi mirati a favorire un futuro più sostenibile.

Il concept

Il SEA Beyond Ocean Literacy Center, progettato dallo studio CRA-Carlo Ratti Associati, è stato pensato e realizzato combinando i principi di “learning by doing” e circolarità. Il percorso di visita si snoda secondo una narrazione progettuale ispirata al concetto di “Powers of 10”, rappresentato nel film di Charles e Ray Eames del 1977. Questo principio guida i visitatori in un viaggio attraverso le grandezze, dalle maggiori alle più piccole, a partire dalla vasta estensione dell’oceano fino alla complessa biodiversità dei microrganismi della laguna veneziana. Il Centro è dotato di proiezioni personalizzate che incoraggiano i visitatori a imparare a conoscere l’acqua come risorsa e sistema vivente, mentre l’interazione diretta con gli ecosistemi marini e le pratiche scientifiche innesca un processo di apprendimento esperienziale. La progettazione concepisce organicamente i tre spazi principali del Centro. Attraverso un’ottica che si stringe dal macro al micro, da un punto di vista posto a una distanza di 10 milioni di metri dalla Terra a uno a distanza di 1.000 metri, il percorso si articola in una prima stanza che offre una prospettiva planetaria, una seconda che assume una dimensione locale e una terza che si pone a misura d’uomo, sul piano dell’azione.

La prima stanza: “A World of Islands”

È incentrata sulla mappa di proiezione disegnata dal geofisico e oceanografo Athelstan Spilhaus nel 1942, che, ribaltando la prospettiva antropocentrica della cartografia tradizionale, rappresenta l’oceano come un unico corpo idrico interconnesso. La mappa si materializza in un tavolo pieno d’acqua che ne costituisce l’estrusione 3D, con un’altezza di 60 centimetri per essere accessibile a tutti. Alcuni contenuti audio narrativi ne accompagnano la visione. Nello stesso spazio, l’installazione “Feel the change” (“Senti il cambiamento”) offre uno stimolo prevalentemente tattile consentendo di toccare la ricostruzione di ecosistemi marini, sia allo stato naturale sia danneggiati dall’acidificazione, mentre l’attività “Water salinity” (“La salinità dell’acqua”) permette di assaggiare acque provenienti da bacini con gradi di salinità diversi.

La seconda stanza: “La Laguna di Venezia”

È protagonista della seconda stanza che, attraverso il tavolo che ne rappresenta l’estrusione 3D addossato alla parete con finestre, crea una continuità anche visiva con il paesaggio esterno. Il racconto iniziato nello spazio precedente si declina qui in una dimensione locale, per illustrare il funzionamento delle maree in un’area di confine osmotico tra terra e mare, dove sono gli scambi idrodinamici a influenzare temperature, salinità, correnti, e a modellare l’intero habitat. La biodiversità straordinaria del territorio lagunare è oggetto di studio del laboratorio scientifico collocato sul tavolo e dedicato prevalentemente a bambine e bambini, con microscopi digitali e analogici, tra cui uno collegato a uno schermo che ne amplifica l’immagine, proiettandola sulla parete laterale, in una ulteriore inversione tra micro e macro. Qui sarà possibile analizzare i campioni raccolti nella laguna nel corso dei tour guidati in barca, organizzati periodicamente dal Centro. Contributi audio e tracce bio-acustiche, consentono di sperimentare suoni naturali come il rumore degli iceberg che si scontrano, e antropici dell’ambiente sottomarino e di riflettere sull’inquinamento acustico, presente anche sott’acqua. 

La terza stanza: “The Power of Actions”

Il potere delle azioni che porta a riflettere sulla dimensione umana, sul suo impatto ma anche sulle azioni che ognuno di noi può operare. Un approccio interattivo e ludico, in particolare grazie al gioco a pavimento, che riprende il profilo dell’isola di San Servolo, messo a punto in collaborazione con l’autore di giochi Luca Borsa. Il gioco sfida i visitatori più giovani a creare il proprio progetto di educazione all’oceano. Schermi interattivi approfondiscono quattro iniziative educative, alcune delle quali promosse a livello internazionale da SEA BEYOND, con l’obiettivo ultimo di ispirare gli utenti. Le testimonianze provengono da: Carmelo Isgrò, biologo e fondatore del MuMa Museo del Mare di Milazzo (Sicilia), Meghan Marrero, rappresentante di NMEA (National Marine Educators Association), associazione che supporta le scuole nel percorso per diventare Blue school, Carlo Barbante, professore di paleoclimatologia all’Università Ca’ Foscari Venezia e responsabile scientifico del progetto “Follow the Ice – La memoria dei Ghiacci” e di One Ocean Hub, programma di ricerca per la preservazione sostenibile dell’oceano. 

Fonte : Sky Tg24