Elon Musk potrebbe lasciare anticipatamente il suo incarico istituzionale nelle prossime settimane. Tuttavia, fonti interne citate da Politico (che ha divulgato la notizia) riportano anche come Musk potrebbe continuare a influenzare l’amministrazione Trump anche dopo la scadenza del suo incarico come capo del Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge). La scadenza ufficiale, secondo i termini dell’accordo dovrebbe concludersi dopo 130 giorni dalla presa in servizio. Un alto funzionario dell’amministrazione avrebbe specificato che sarebbe “illusorio” pensare a una completa uscita di scena di Musk dall’orbita presidenziale.
I termini dell’accordo e le smentite ufficiali
L’uscita di scena di Musk dall’agenzia federale potrebbe coincidere con la scadenza dello status di “dipendente governativo speciale” che esenta il magnate da alcune norme etiche e sul conflitto d’interessi. Questa formula contrattuale, utilizzata dal governo federale americano per impiegare temporaneamente competenze esterne, permette al miliardario di mantenere il controllo delle sue aziende private mentre presta servizio nell’amministrazione pubblica, ma ha una durata massima di 130 giorni che terminerebbe naturalmente tra fine maggio e inizio giugno 2025. Secondo le indiscrezioni, pare quindi che più che di un’uscita definitiva si tratterebbe di una trasformazione del rapporto tra Musk e l’amministrazione. Il magnate passerebbe da una posizione formale, soggetta a vincoli temporali stabiliti dalla legge, a un ruolo consultivo informale che gli permetterebbe di continuare a fornire indicazioni strategiche su temi economici e tecnologici, mantenendo al contempo maggiore libertà di gestione delle sue aziende private.
In diverse occasioni pubbliche, Trump ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal fondatore di Tesla, dichiarando di volerlo tenere nell’amministrazione “il più a lungo possibile“. Sia Musk che la Casa Bianca hanno smentito le voci di un imminente allontanamento, definendole “fake news”, mentre la portavoce presidenziale ha precisato che il magnate lascerà il servizio pubblico “quando il suo incredibile lavoro al Doge sarà completato“, lasciando aperta la possibilità di una collaborazione in altre forme.
Tensioni interne e conseguenze di mercato
Nonostante gli apprezzamenti di Trump, all’interno dell’amministrazione sarebbe emersa una crescente insofferenza verso le modalità operative del miliardario. Diverse fonti riferiscono di ministri e funzionari frustrati dalla tendenza di Musk ad agire senza coordinarsi con la catena di comando, in particolare con il capo di gabinetto Susie Wiles. A dicembre, il patron di Tesla avrebbe unilateralmente fatto deragliare un accordo di spesa pubblica negoziato tra repubblicani e democratici, mentre a gennaio avrebbe criticato pubblicamente un rivale tecnologico durante un evento presidenziale.
Un’altra criticità nel ruolo federale di Musk si è verificato quando un recente scoop del New York Times ha rivelato che il Pentagono intendeva condividere con il magnate sudafricano informazioni classificate riguardanti la Cina. La circostanza è apparsa problematica considerando che Tesla possiede stabilimenti produttivi e importanti interessi commerciali nel paese asiatico. In risposta alla notizia, Trump avrebbe pubblicamente ridimensionato il ruolo del miliardario in materia di sicurezza nazionale, sottolineando l’incompatibilità tra l’accesso a documenti riservati e gli interessi aziendali nel paese.
Fonte : Wired