Abbiamo messo le mani sulla nuova console Nintendo: ecco com’è fatta e come va la Switch 2

Dentro Nintendo due spiriti si contendono da sempre lo spazio: tradizione e innovazione. L’equilibrio tra queste due forze è forse la vera “Nintendo Difference” che viene tirata fuori ogni volta in cui in quel di Osaka si tira fuori un nuovo coniglio dal cilindro. È facendo così che Nintendo ci ha abituati a pensare in modo diverso. Da anni ha smesso di rincorrere la potenza di calcolo, l’effetto wow dell’ultimo motore grafico e un futuro fatto di fotorealismi, ma c’era sempre qualcosa da raccontare, anche quando sbagliava. Con la nuova Switch 2 le cose cambiano: Nintendo adotta un approccio diverso, questo si è capito subito, qualcuno potrebbe dire più maturo, più cauto e forse per questo anche più ambizioso. Quando tutti si aspettano una magia e un’azienda gioca sul sicuro qualcuno potrebbe indispettirsi, ma Switch 2 non è solo il punto di arrivo di una console che ha venduto milioni e milioni di esemplari in otto anni, è una spinta per continuare quel percorso.

Com’è fatta

Appena la si prende in mano, la sensazione è chiara: ergonomia curata, peso perfetto, materiali solidi e piacevoli. La console non scivola, non surriscalda, non stanca. Il nuovo display LCD da 7,9 pollici è veramente ottimo e luminoso, con un HDR convincente, colori pieni e un ottimo angolo di visione. Il salto rispetto alla prima Switch è netto, non serve metterle fianco a fianco: basta avviarla per capirlo. Il collegamento magnetico è solidissimo e i Joy-Con si staccano e attaccano con facilità.Un’altra novità interessante sono i Joy-Con con modalità “stile mouse”, che possono essere impugnati come se dei controller verticali. Una soluzione curiosa, che richiederà tempo per essere interiorizzata. L’abbiamo provata con Metroid e, sarà che siamo abituati col pad o con mouse e tastiera, ma non ci ha ancora conquistati del tutto. Potrebbe aprire nuove strade, o restare un vezzo sperimentale, come spesso accade con le idee più “alla Nintendo”.

Sotto la scocca, Switch 2 ha fatto i compiti: dicevamo i 1080p nativi con HDR, fino a 120FPS, che possono diventare 4K sul dock. 256GB di memoria interna, nuove opzioni per la chat in-game, a cui addirittura è affidato un tasto apposito, il collegamento con la webcam e la condivisione dello schermo. Alcuni giochi, come Metroid Prime o Zelda, supportano anche funzioni avanzate tramite una companion app mobile. E la retrocompatibilità è stata confermata, anche se non completa al 100%. Alcuni giochi Switch 1 avranno upgrade a pagamento — come Super Mario Party Jamboree o Pokemon Legends Z-A — che miglioreranno frame rate e interfaccia.

Mario e Donkey Kong vincono su tutto

Durante l’evento, e poi nei test diretti, sono arrivati i primi veri assaggi della nuova generazione. E non ci sono dubbi su quale fosse la punta di diamante: Mario Kart World è semplicemente sontuoso. Un’evoluzione vera, non solo estetica ma anche concettuale. Le piste si collegano in un’unica mappa esplorabile tra una gara e l’altra, i 24 partecipanti in gara rendono tutto più caotico e divertente, e il gameplay è fluido, reattivo, esaltante. È il seguito che ci aspettavamo, e forse anche qualcosa di più. Il precedente è stato il titolo più venduto della console, vedremo dove si piazzerà questo, ma difficile non sia podio. Donkey Kong Bananza è un’altra sorpresa: il ritorno in 3D del gorillone di casa Nintendo ha il gusto della riscoperta. Colori caldi, level design ispirato, e soprattutto una leggerezza che conquista. Il gioco diverte, scorre bene, e lascia la voglia di vedere fin dove Nintendo riuscirà a spingersi con la versione completa. Non sembra un blockbuster, ma ha carisma e idee. La meccanica di poter distruggere quasi tutto ciò che abbiamo attorno è divertente, liberatoria, transgenerazionale e permette di disseminare i livelli di segreti e minigiochi.Metroid Prime 4: Beyond lascia sensazioni più contrastanti. Da un lato, il ritorno di Samus è un evento, e le meccaniche sembrano confortare. Dall’altro, l’impatto grafico non è all’altezza dei grandi FPS contemporanei, e questo si nota. Dopo anni di sparatutto cinematografici e titoli a mondo aperto ultra-dettagliati, l’universo di Metroid potrebbe sembrare un po’ più povero e chiuso. Ma è presto per giudicare. Se la narrativa e l’atmosfera saranno abbastanza curate — come spesso accade nella serie — allora avremo comunque un gioco che conta.

La lineup di lancio e di primi 12 mesi sembra solida, saggiamente basata anche su titoli già usciti ma che molti non vedono l’ora di giocare in versione portatile, tra ritorni gloriosi e titoli nuovi. La presenza di titoli come Cyberpunk 2077, Final Fantasy VII Remake, Elden Ring o Street Fighter 6 darà quei puntelli necessari al catalogo per chi magari non li ha giocati altrove.

Molto interessante la mossa di aver strappato a FromSoftware un’esclusiva, anche se sarà un titolo soprattutto multiplayer. Bisognerà capire come reagiranno i fan della software house, che sono fedelissimi ma anche molto legati a un’idea ben precisa dei giochi From: esperienze profonde, solitarie, spesso introspettive. Forse è il segno che anche per loro, e per noi, qualcosa sta cambiando.

Cosa non ci piace

Se proprio dobbiamo dire qualcosa che ci ha fatto storcere la bocca lato giochi: forse mettere a pagamento il gioco che dovrebbe spiegarti le novità della console ci pare troppo dalla compagnia che praticamente ti regalava Wii Sport.Una cosa inoltre va sottolineata: il prezzo potrebbe essere un ostacolo. Pur contando l’inflazione, con 469 euro per la console, 509 col Bundle di Mario Kart e giochi che in formato fisico potrebbero arrivano a 90 euro, il conto per il pubblico sarà più salato del solito. E i giochi fisici, in realtà, saranno solo parzialmente tali: servirà comunque scaricare porzioni consistenti di dati, come indicato nei comunicati successivi al Direct. Non sarà facile da digerire. Ma è anche vero che oggi le persone, quando desiderano un oggetto tecnologico che le appassiona, sono disposte a fare sacrifici altrove. Il giudizio vero, come sempre, lo daranno il lancio e soprattutto il Natale.Se c’è un piccolo rimpianto, è quello che manca il classico effetto wow. Ok Mario Kart, ok Donkey Kong, ma sarebbe stato bello scoprire qualcosa di davvero nuovo. Un nuovo Zelda. O, chissà, l’ambizione di una nuova IP. Qualcosa che normalmente viene definita la “Killer app” che ti obbliga a comprare il gioco. Qualcosa che dicesse “questa è la nuova Nintendo”, non solo l’evoluzione della vecchia. O forse, semplicemente, la nuova Nintendo oggi fa così. Non sappiamo dire se sia la fine di un’era, se la Nintendo tradizionale ma spiazzante ha definitivamente messo la testa o posto o se è solo una scelta legata al mercato di oggi che neanche la Grande N poteva ignorare. Forse lo scopriremo tra altri otto anni.

Fonte : Repubblica