Su una cosa è sicuro Carlo Cottarelli. La risposta dell’Italia ai dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump deve passare da Bruxelles: “Dobbiamo muoverci insieme all’Europa”. L’economista a Today.it spiega però che le trattative saranno difficili: “Se dobbiamo rispondere ci dobbiamo sedere a un tavolo con Trump che si aspetta una risposta”.
“Von der Leyen non decide nulla da sola”
“Non saranno trattative facili, in passato aveva già fatto una cosa simile (le tariffe imposte nel 2017, ndr.). E per arrivare a un accordo con Messico e Canada allora ci sono voluti tre anni”, prosegue Cottarelli. Il presidente degli Stati Uniti si aspetta quindi una risposta da tutti i Paesi colpiti dai dazi e con molti accetterà di sedersi a un tavolo. Non con tutti però: “In alcuni casi, come la Cina, non farà una mossa perché vuole ricreare la grande industria americana”.
Per quanto riguarda l’Unione europea, invece, il discorso è ancora più complicato. “L’Unione europea i soldi non ce li ha, ci sono i soldi degli Stati. E finché non c’è uno Stato federale è difficile avere una risposta unitaria”, chiarisce l’economista. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen da Samarcanda (Uzbekistan) ha risposto a tono alla decisione statunitense, ma ha aperto anche alle trattative: “Ricorrere alle tariffe come primo e ultimo strumento non risolverà il problema. Ecco perché, fin dall’inizio, siamo sempre stati pronti a negoziare con gli Stati Uniti per rimuovere le barriere rimanenti al commercio transatlantico. Allo stesso tempo, siamo pronti a rispondere”.
Al di là della sua presa di posizione, però, la presidente della Commissione dovrà prima trovare un eventuale accordo con tutti e 27 gli Stati membri: “Checché se ne dedica von der Leyen non decide nulla da sola”.
Il ruolo di Meloni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è sempre vantata di avere una “relazione speciale” con Donald Trump. Ma l’Italia, come tutta l’Unione europea, sarà colpita dai dazi del 20% su tutti i prodotti importati negli Stati Uniti. Il “ponte” tra Roma e Washington potrà essere ricostruito con l’arrivo in Italia del vicepresidente J.D. Vance. Il numero 2 della Casa Bianca sarà nella capitale tra il 18 e il 20 aprile: “Quella sarà una prima occasione”, ha aggiunto Cottarelli.
“L’Europa si sta già muovendo per conto proprio”
Proclami di unità a parte, l’Europa “si sta già muovendo per conto proprio”, spiega Cottarelli. Infatti, il premier spagnolo Pedro Sánchez, dopo aver accusato Trump per i “dazi protezionistici”, ha annunciato un piano di rilancio commerciale per le aziende spagnole di 14,1 miliardi di euro: “La Spagna avrà un doppio ombrello: europeo e spagnolo”. Sánchez ha ribadito che “non vuole aspettare per vedere cosa succederà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Risponderemo, come facciamo sempre, in modo anticipato, così da essere pronti”.
Nelle prossime ore il presidente francese Emmanuel Macron incontrerà gli industriali colpiti dai dazi di Trump. L’inquilino dell’Eliseo ha poi fatto sua una posizione di molti leader Ue: “Nulla può essere escluso (dalla risposta ai dazi, ndr)”. E ha suggerito un ipotetico intervento sui servizi digitali americani “da cui gli Stati Uniti traggono un grande beneficio”. Ma su questo aspetto incontra già il muro dell’Irlanda: “Non siamo favorevoli a una tassa sui servizi digitali”, ha detto il capo del governo Micheál Martin.
Su queste fughe in avanti, Cottarelli spiega che “uno Paese membro non può essere bloccato nelle sue iniziative, a meno che non si infrangano le regole sugli aiuti di Stato”.
Fonte : Today