I Metallica sono in tour da quasi tre anni per promuovere il loro potentissimo ultimo album 72 Seasons che segna il ritorno al suono thrash metal degli esordi, e ripartono il 19 aprile da Syracuse, poi Toronto, Nashvile e ancora tante date in America in primavera, fino al 5 luglio 2025 quando saranno presenti allo stadio Villa Park di Birmingham per rendere omaggio a Ozzy Osbourne in Back to the Beginning, l’ultimo concerto dei Black Sabbath (con la formazione originale composta da Tony Iommi, Bill Ward e Geezer Butler) e addio ai tour di Ozzy, che si è trasformato in quello che Tom Morello, nominato direttore musicale dell’evento, ha definito: «Il più grande raduno metal di sempre».
Non appena Sharon Osbourne, moglie e manager di Ozzy ha annunciato l’evento, generazioni di gruppi ispirati dai Black Sabbath e dal Principe delle Tenebre si sono aggiunti alla line up: Metallica, Tool, Guns N’ Roses, Alice in Chains, Pantera, Slayer, Anthrax., Gojira, Lamb Of God, Mastodon, Halestorm e poi Billy Corgan, Wolfgang Van Halen, Sammy Hagar, Mike Bordin dei Faith No More, Papa V Perpetua dei Ghost, Jonathan Davis dei Korn, David Draiman dei Disturbed, Fred Durst dei Limp Bizkit.
Il chitarrista dei Metallica Kirk Hammett ha riassunto il pensiero di tutti in una dichiarazione: «Come si fa a ringraziare davvero una band così fondamentale come i Black Sabbath? La mia vita sarebbe stata molto diversa se non ci fossero stati loro, starei ancora vagando nell’oscurità senza uno scopo». Ci sono tante teorie sull’origine dell’heavy metal (la parola compare per la prima volta nel testo di Born to Be Wild degli Steppenwolf, colonna sonora del film Easy Rider nel 1969), dai Led Zeppelin ai Deep Purple, dall’acid rock di band come Vanilla Fudge, Blue Cheer o 13the Floor Elevator alla distorsione di Purple Haze di Jimi Hendrix e di Helter Skelter dei Beatles, ma per tutti la fusione tra i riff di Yony Iommi, i testi introspettivi e oscuri di Geezer Butler (che ha inventato il nome della band) e la personalità folle e oscura di Ozzy Osbourne sono le fondamenta definitive dell’estetica e del suono heavy metal. «Hanno scritto il libro delle regole » ha detto Kirk Hammett, «Hanno creato, sviluppato e consegnato a noi l’heavy metal in modo che lo portassimo avanti. Mi sento davvero fortunato a poter ringraziare di persona sul palco i progenitori del mio genere musicale. Adoro i Black Sabbath e quello che hanno fatto». Oltre al suono creato da Ozzy, Bill Ward, Geezer Butler e Tony Iommi con i primi tre album Black Sabbath e Paranoid del 1970 e Master of Reality del 1971, Kirk Hammett ha preso dai Black Sabbath anche l’attrazione irresistibile verso l’immaginario horror legato alla musica: «Mi ricordo esattamente la prima volta che li ho ascoltati. Avevo sedici anni e sono andato con degli amici a fare una gita in campeggio. Eravamo seduti intorno al fuoco e qualcuno ha messo su un album dei Black Sabbath, è calato il silenzio, eravamo tutti seduti immobili intorno al fuoco e mi sono davvero spaventato sentendo quella musica. Ascoltavo i Cream, gli UFO, i Deep Purple, Jimi Hendrix ma non avevo mai sentito una cosa del genere!»
Fonte : Virgin Radio