Un film Minecraft, perché è probabilmente il peggior adattamento videoludico dei nostri tempi

È chiaro che il modello sia il film animato di Super Mario, anch’esso non proprio un gioiello ma almeno capace di divertire, in un certo senso. Ancora di più però qui si sente l’ansia di dimostrare quanto il film aderisca al videogioco, mentre seguiamo un uomo che dal nostro mondo è andato in quello di finzione, e poi due fratelli e due adulti che ci finiscono, stringendo un’alleanza con lui per fermare la sete di conquista di un popolo di maiali agguerriti. La trama solita quindi, in cui il contributo portato dall’incredibile dinamismo fisico di Jack Black è ai minimi storici. Lui è sempre lui, uno dei performer più interessanti da guardare, ma senza una vera direzione, in un film così tarato verso il basso, e lasciato a sé non può essere granché efficace.

I più appassionati possono notare che, in realtà, dietro a tutto questo ci sarebbe anche un’idea autoriale. La Warner ha infatti affidato tutto a Jared Hess, uno dei registi di commedie americane più strani, fuori dagli schemi e in un certo senso ostracizzati. Ebbe gran successo decenni fa con Napoleon Dynamite, poi fece qualche altro film indipendente con un tono e un immaginario unici (Gentlemen Broncos, forse il suo più perfetto), e basta. Ora, in Un film Minecraft, porta quel suo mondo di costumi, atteggiamenti e personaggi, che parla in maniera grottesca di piccolezze e desideri inespressi delle persone che diventano evidenti dalle loro scelte idiote. Jason Momoa ne è l’esempio perfetto, il personaggio-Hess più tipico, in cui lo scarto che esiste tra quello che sogna per sé (sogni sempre kitsch) e quello che realmente è, è espresso attraverso il cattivo gusto.

Warner

Fonte : Wired