Nessuna serie sarà mai come The Handmaid’s Tale

A due anni dal lancio del suo quinto capitolo, The Handmaid’s Tale torna dall’8 aprile su TimVision con la sua sesta e ultima stagione. Un finale di serie tra i più attesi del piccolo schermo che mette fine a una delle serie più belle di sempre di sempre tratta da uno dei romanzi distopici più acclamati della letteratura moderna scritto da una lungimirante Margaret Atwood che, con questo libro scritto negli anni ’80 sembra avere predetto, purtroppo, il futuro.

The Handmaid’s Tale è pronta a presentare al pubblico il suo atto conclusivo che, proprio come la stessa serie, ha tutte le intenzioni di fare la storia con Elisabeth Moss che vestirà per l’ultima volta i panni di June Osborne e si diletterà dietro la macchina da presa come regista di ben quattro episodi di The Handmaid’s Tale 6, i primi due e gli ultimi due. 

Noi abbiamo avuto la fortuna di vedere in anteprima i primi tre episodi di The Handmaid’s Tale 6. Ed ecco come ci sono sembrati. 

The Handmaid’s Tale 6: è solo l’inizio, il meglio deve ancora venire 

Le prime tre puntate della sesta stagione di The Handmaid’s Tale sono un assaggio, una premessa, una quiete prima di una meravigliosa tempesta che ci aspetta con il gran finale di questa serie. 

June lotta per sconfiggere Gilead. Luke e Moira si uniscono alla resistenza. Serena cerca di far ravvedere Gilead mentre il comandante Lawrence e zia Lydia fanno i conti con ciò che hanno fatto. E poi c’è Nick costretto ad affronta difficili prove e una lotta interiore tra ciò che desidera e ciò che è giusto fare. Ci riaddentriamo nella storia, ne riprendiamo in mano i tempi, i colori, le storie, i personaggi prima di lasciarci andare all’azione che, dal terzo episodio, è pronta a tornare protagonista. 

Il bello di questa serie, però, al di là dell’azione, è sempre stata la sua capacità di dare importanza alla descrizione, alle pause, alla lentezza, agli sguardi, ai silenzi. Non è un racconto che necessita per forza di continui colpi di scena o continui momenti dinamici per tenere alta l’attenzione del pubblico. Al contrario sa essere travolgente e meraviglioso pur restando fermo su un’inquadratura, un volto, un dettaglio espressivo. E il suo segreto è proprio questo. 

Uno dei personaggi che ci colpisce di più di questo gran finale, tralasciando la protagonista June, è sicuramente Serena che possiamo considerare senza dubbio il personaggio con l’arco evolutivo più interessante e sfaccettato dell’intera serie. Insieme a lei si distingue Janine insieme alla straordinaria zia Lydia, sempre iconica e controversa e pronta a un atto finale memorabile. E poi c’è un Nick inedito in The Handmaid’s Tale 6 alle prese con delle emozioni che non riesce più a trattenere, dei sensi di colpa con cui non riesce più a fare i conti e grandi dilemmi interiori da superare.

Aspettatevi di tutto dal finale di The Handmaid’s Tale ma, soprattutto, aspettatevi la magia che solo questa serie è stata in grado di regalarci negli anni. 

Perché The Handmaid’s Tale è una serie senza eguali 

Dopo esserci gustati tre episodi del gran finale di The Handmaid’s Tale abbiamo avuto la conferma che di serie di questo calibro difficilmente le ritroveremo in tv, purtroppo. Non sarà facile, in futuro, avere di fronte una storia con una tale potenza espressiva, interpretativa, narrativa, una storia in grado di superarsi in ogni momento e andare sempre al di là del “politicamente corretto”, del “socialmente accettabile”, del visivamente digeribile. The Handmaid’s Tale è una serie che ha creato un prima e un dopo distruggendo ogni punto di riferimento nel modo seriale presentandoci continuamente nuovi concetti di bellezza, di temerarietà, di intrattenimento. 

Giocando con una regia raffinatissima che entra in contrasto con temi e storie di una violenza inaudita, questa serie è stata l’unica a fare davvero la differenza diventando uno stimolo per aprire la mente, cambiare la società, fare la rivoluzione e farlo attraverso una forma d’arte a dir poco poetica. Dopotuttoo, per aprire gli occhi e la mente non basta lanciare dei messaggi al pubblico, bisogna andare oltre, avere il coraggio di essere sporchi, esagerati, socialmente inaccettabili, visivamente violenti e addirittura immorali. 

The Handmaid’s Tale ha parlato di temi come il femminismo, i cambiamenti climatici, la fertilità, la violenza sessuale, la dittatura, la religione, i diritti delle minoranze molto prima che diventassero “di moda” e lo ha sempre fatto con una potenza, un’originalità e allo stesso tempo una raffinatezza che è difficile trovare, oggigiorno, nei vari prodotti seriali tutti uguali a se stessi. 

Questa è una serie che ha fatto la storia del piccolo schermo e il suo finale è pronto a fare altrettanto. Non ci resta, dunque, che assaporarlo, episodio dopo episodio per avere l’ennesima conferma di cosa significa fare non solo una serie fatta bene ma un capolavoro. 

Voto: 8 (per ora)

Fonte : Today