Nel giorno della “liberazione americana” – così il presidente americano Donald Trump ha salutato l’inizio dei dazi sulle merci europee e non solo – Generali Italia spa lancia il suo Piano industriale 2025-2027. Che, tra le altre cose, prevede 325 milioni di investimenti in innovazione intelligenza artificiale per la crescita della compagnia.
Secondo il gruppo assicurativo, le priorità dei prossimi anni sono salute e cambiamento climatico. Temi centrali oggi in Italia, dove l’età media è la più alta in Europa (48,7 anni contro i 44,7 degli altri Stati Ue), dove gli under 35 andranno in pensione a 74 anni e dove, nel 2050, per ogni lavoratore ci sarà un pensionato. Dati ai quali si aggiungono i rischi derivanti dal cambiamento climatico: il 94% dei comuni è a rischio disastri naturali, il 6% delle abitazioni ha un’assicurazione contro le calamità naturali e il 5% delle micro aziende ha deciso di tutelarsi dagli eventi catastrofici.
Tutti numeri snocciolati da Generali martedì 2 aprile a Roma. A oggi, Generali assicurazioni gestisce oltre undici milioni di clienti: circa una famiglia su tre e una impresa su quattro in Italia.
La prima sfida: la salute in Italia
La prima parte dell’evento è dedicata alle prossime evoluzioni del Sistema sanitario nazionale (Ssn) soprattutto alla luce del rapido invecchiamento della popolazione.
Secondo la professoressa Agar Brugiavini (docente di Economia politica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia), entro il 2045 in Italia una persona su tre sarà over 65.
Viviamo più a lungo, è vero, ma dall’altro lato si riducono le nascite. Siamo infatti a 1,18 figli per donna fertile: un numero non sufficiente a mantenere costante la popolazione (servirebbe un 1,21). Anche l’immigrazione sembra aiutare poco: per la prof.ssa Brugiavini i tassi di fecondità dei nuovi arrivati si adattano a quelli dei Paesi di approdo. Senza contare il crollo della partecipazione al lavoro delle donne nell’età della fertilità: le loro pensioni saranno il 30% più basse di quelle dei loro colleghi maschi.
Tutti fattori che, presto, avranno un impatto sugli ospedali e sulle strutture di assistenza per gli anziani, ovvero i luoghi in cui Generali vuole essere presente per i suoi clienti. Come spiegato dal palco da Davide Passero, amministratore delegato di Alleanza Assicurazioni “a oggi sono richieste cure ma anche operazioni di prevenzione, il che sottolinea come per 81% della popolazione la salute sia la preoccupazione principale”.
Con l’aumento della domanda, però, il Ssn è sotto pressione, ed ecco le criticità nel servizio – come ad esempio le lunghe liste d’attesa per una risonanza magnetica o un intervento chirurgico.
Nel 2023 l’Italia ha investito 175 miliardi in spesa sanitaria, dei quali circa 40-45 miliardi in servizi privati. Tuttavia, Generali spiega che, di questi ultimi, 38 miliardi rappresentano la spesa “out of pocket”. Significa che i singoli cittadini mettono mano al portafoglio per avere un servizio – magari proprio per saltare le liste d’attesa.
Secondo Passero è quindi necessaria “una sinergia tra pubblico e privato”. Tanto che nel 2024, Generali ha erogato “4 milioni di prestazioni in rimborsi: anticipiamo noi le spese dei nostri clienti”.
Un’ulteriore indicazione riguarda il miglioramento dell’accessibilità alle cure. Generali vuole investire anche nella comunicazione, come nei sistemi tecnologici di tele-consulto e video-consulto sempre attivi per “dare a tutti la possibilità di accedere in ogni momento a colloqui e prescrizioni mediche”. Infine, l’intenzione di Generali è quella di “spingere” sulle polizze e le coperture assicurative, che il gruppo vuole rendere più convenienti anche per le fasce più in difficoltà.
A oggi, Generali vanta una doppia collaborazione in ambito sanitario: la nuova partnership con Italia Assistenza Spa, importante società di assistenza socio-sanitaria, lanciata proprio il 2 aprile. E la joint venture con il Gruppo San Donato per “offrire servizio di capillarità” tramite la messa a punto delle “smart-clinic”: un progetto che prevede la realizzazione, entro il 2030, cento strutture attrezzate per accompagnare il paziente “dall’ambulatorio alla prenotazione dell’intervento chirurgico”, come dice l’amministratore delegato del Gruppo Francesco Galli. Per lui, assicurarsi con Generali “libera risorse per chi non può permettersi un’assicurazione. Ciò permette al Ssn di curare più persone”.
Crisi climatica: formazione e prevenzione
All’evento di Generali si è parlato anche di clima e calamità naturali. Temi su cui la Compagnia lavora da anni con il suo Climate Change Lab e su cui intende proseguire partendo da quanto fatto fino ad ora.
Tra il 2022 e il 2024 l’Italia ha registrato un +130% degli eventi “estremi” rispetto al biennio precedente, mentre dal 2010 al 2023 la spesa media per le catastrofi è arrivata a sei miliardi l’anno. Inoltre, il 94% dei comuni si trova in condizioni di “rischio elevato” per quel che riguarda frane, alluvioni ed erosione costiera. Solo il 6% delle abitazioni è assicurata contro simili eventi e il 5% delle microaziende ha un’assicurazione catastrofale. Situazione diversa, invece, per le Piccole e medie imprese, che negli ultimi giorni hanno visto la proroga dell’obbligo di assicurazione.
Generali ha versato un miliardo di euro in due anni per gli eventi climatici avversi, con interventi per 141mila famiglie e 21mila imprese. Interventi che vanno dalla prevenzione (ad esempio con l’invio di messaggi di allerta ai clienti per anticipare eventuali crisi), all’assistenza sul campo, con l’invio sui territori colpiti dei camper con operatori che offrono servizi di liquidazione e pronta ripartenza per cittadini e imprese. Inoltre, Marco Oddone, Marketing & distribution officer di Generali Italia, spiega che il gruppo è impegnato nella formazione degli operatori per aumentarne la consapevolezza su crisi climatica e rischi ambientali.
Fonte : Wired