La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aspettato che Trump finisse di elencare i Paesi “cattivi” che meritano dazi commerciali e poi, per la prima volta ha criticato apertamente la scelta del presidente americano. L’imposizione dei dazi senza alcuna indulgenza per l’Italia da parte dell’alleato dall’altra parte dell’oceano ha “costretto” Meloni a sbilanciarsi, indurendo i toni rispetto ai giorni scorsi. Parla di “scelta sbagliata”, di azioni da intraprendere “nell’interesse dell’Italia” ma torna a invocare l’azione collettiva dell’Ue senza fughe in solitaria.
Meloni: “I Dazi sono una misura sbagliata”
“L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti”, commenta Meloni.
Anche se la Casa Bianca ha chiarito che non ci saranno negoziati, la premier lascia intendere che conta su margini di trattativa: “Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei”.
Nelle ore che avevano preceduto l’annuncio di Trump, Meloni aveva parlato dei rischi di “risvolti pesanti” dalle barriere commerciali americane. E aveva ventilato che “se servirà” bisognerà difendere gli interessi nazionali, ed europei, immaginando “risposte adeguate”. Adesso i dazi sono reali e questo ha imposto un commento più netto alla premier.
Tajani: “Al lavoro con l’Ue per la risposta comune”
“Siamo già al lavoro con la Ue e i partner europei per una prima valutazione e una risposta comune”. Questa la reazione a caldo di Antonio Tajani. Il vicepremier e ministro degli Esteri nelle prossime ore a Bruxelles incontrerà il commissario al Commercio Sefcovic e intanto rilancia la necessità di “una risposta basata su un approccio pragmatico, basato sul dialogo”. “Serve un negoziato costruttivo, con la schiena dritta – è convinto il ministro degli Esteri -, che tenga conto delle preoccupazioni americane ma tuteli i sacrosanti interessi europei. Il Governo non lascerà indifeso il sistema produttivo italiano”.
Il piano “B” di Meloni
Potrebbe esserci però un piano “b” neppure tanto nascosto. Una buona occasione per “rimediare”, per rinverdire l’amicizia puntando a un ammorbidimento delle posizioni americane potrebbe essere la visita di J.D. Vance in Italia a ridosso di Pasqua. Il vicepresidente Usa dovrebbe varcare il portone di Palazzo Chigi il 18 aprile. Ancora in tempo, sperano nell’esecutivo, prima che si arrivi alla “estrema ratio” di rispondere “ai dazi coi dazi”.
Fonte : Today