Un consumo eccessivo di questi alimenti aumenta la crescita del tumore al seno

L’acido linoleico, un acido grasso Omega-6 presente soprattutto negli oli vegetali, come l’olio di girasole e di arachidi, può aumentare la crescita del cancro al seno “triplo negativo”, un sottotipo di carcinoma mammario aggressivo difficile da trattare. A dimostrarlo uno studio preclinico condotto dai ricercatori della Weill Cornell Medicine (USA). La scoperta potrebbe portare a nuove strategie dietetiche e terapeutiche contro il cancro al seno, ma anche contro altri tumori. “Questa scoperta – ha affermato l’autore principale dello studio, il dott. John Blenis – aiuta a chiarire la relazione tra grassi alimentari e cancro, e fa luce su come definire quali pazienti potrebbero trarre i maggiori benefici da specifiche raccomandazioni nutrizionali in modo personalizzato”. I dettagli dello studio sono stati pubblicati su Science.

Il legame tra Omega-6 e tumori

L’acido linoleico Omega-6 è un nutriente derivato dall’alimentazione, considerato essenziale nei mammiferi per supportare molteplici processi corporei, tra cui il sistema cardiovascolare, cerebrale e infiammatorio. Tuttavia, un’assunzione eccessiva può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, obesità, infiammazioni e altri problemi. 

L’abbondanza di questo grasso nelle diete “in stile occidentale” è aumentata in modo significativo dagli anni ’50, in concomitanza con il maggiore utilizzo di oli di semi per la frittura di cibi e la produzione di alimenti ultra-processati. Ciò ha portato a ipotizzare che un’eccessiva assunzione di Omega-6 possa essere una delle spiegazioni alla base dell’aumento dei tassi di alcune malattie, tra cui il cancro al seno. Tuttavia, decenni di studi hanno prodotto risultati contrastanti e inconcludenti, e sino ad ora non era ancora stato scoperto alcun meccanismo biologico che lega gli Omega-6 ai tumori. Lo studio della Weill Cornell Medicine è il primo ad avere individuato un meccanismo specifico attraverso il quale questo nutriente influenza la malattia.

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Il nuovo studio

Nel nuovo studio i ricercatori hanno cercato di indagare meglio questa correlazione esaminando il cancro al seno, collegato a fattori di rischio modificabili come l’obesità. Nello specifico hanno esaminato la capacità degli acidi grassi Omega-6, in particolare l’acido linoleico, quello dominante nella dieta occidentale, di guidare un importante percorso di crescita sensibile ai nutrienti, chiamato percorso mTORC1 (un importante regolatore del metabolismo cellulare e della crescita delle cellule tumorali).

I ricercatori hanno scoperto in modelli murini di tumori al seno (topi transgenici che sviluppano tumori al seno in alta percentuale) che l’acido linoleico attiva questo percorso, ma solo nel sottotipo “triplo negativo” (chiamato così perché le cellule tumorali non presentano i recettori per gli estrogeni, il progesterone e il HER2, che possono essere presi di mira con trattamenti specifici). Si tratta infatti di un tumore molto aggressivo e difficile da trattare.

L’acido linoleico e la crescita delle cellule tumorali

I ricercatori hanno scoperto che l’acido linoleico può attivare il percorso di crescita nelle cellule tumorali legandosi a una proteina chiamata FABP5, portando all’assemblaggio e all’attivazione di mTORC1.  Confrontando i sottotipi di cancro al seno (i quattro principali sono: Luminal A, Luminal B, HER2-positivo, Triplo-negativo), hanno osservato che questa attivazione si verifica nelle cellule tumorali triple negative, dove FABP5 è particolarmente abbondante, ma non in altri sottotipi sensibili agli ormoni. 

Una dieta ricca di Omega 6 aumenta la crescita del tumore al seno

Somministrare ai topi con cancro al seno triplo negativo una dieta ricca di acido linoleico ha infatti aumentato i livelli di FABP5, l’attivazione di mTORC1 e la crescita del tumore. Non solo, i ricercatori hanno anche riscontrato livelli aumentati di FABP5 e acido linoleico nei tumori e nei campioni di sangue di pazienti con una diagnosi recente di tumore al seno triplo negativo. I risultati, in definitiva, mostrano che l’acido linoleico può avere un ruolo nel cancro al seno, sebbene in un contesto più mirato e definito di quanto precedentemente ritenuto. 

Un nuovo biomarcatore per personalizzare la terapia

L’evidenza dell’importanza di FABP5 in questo processo suggerisce, inoltre, che questa proteina potrebbe essere un buon “biomarcatore” per orientare interventi nutrizionali e terapeutici più personalizzati per le pazienti con carcinoma mammario “triplo negativo”, attualmente privo di una terapia mirata.

I ricercatori hanno da poco avviato un nuovo studio che indaga gli effetti della segnalazione omega-6-FABP5-mTORC1 in altre malattie, e già dimostrato che lo stesso percorso può aumentare la crescita di alcuni sottotipi di cancro alla prostata. “Potrebbe esserci un ruolo più ampio per la segnalazione FABP5-mTORC1 in altri tipi di cancro e persino in malattie croniche comuni come l’obesità e il diabete”, ha concluso il coautore dello studio, il dott. Nikos Koundouros.

Fonte : Today