C’è una nuova app alternativa a TikTok, il suo nome è Skylight ed è stata sviluppata a tempo di record (appena 10 settimane) utilizzando la stessa piattaforma sulla quale è basato il celebre Bluesky, ovvero l’AT Protocol. L’applicazione decentralizzata propone una grafica e funzionalità del tutto simili alla proposta di Bytedance, dall’editor per il montaggio e gli effetti fino alla parte social e di instant messaging interna. Il download gratuito è già attivo per Android e iPhone.
Punta molto sulla decentralizzazione e sulla situazione di stallo negli Stati Uniti di TikTok il nuovo progetto Skylight, che già di primo impatto offre un’interfaccia pulita e molto simile al celebre punto di riferimento che viene da Oriente. L’app apre infatti al caricamento di video (fino a massimo 3 minuti) che si possono montare e impreziosire con effetti in-app, c’è una piattaforma social per messaggi, condivisioni e commenti e si può allestire il proprio profilo con un’ampia personalizzazione. Chiamarla clone non è esagerato: persino le icone dei tasti virtuali sono pressoché identiche a quelle di TikTok, per garantire ai nuovi iscritti un’immediata comprensione di tutte le opzioni a disposizioni,
E mentre appare una nuova proposta alternativa a TikTok, è significativo come quasi in contemporanea l’app di Bytedance abbia annunciato la chiusura del progetto TikTok Notes che era una sorta di avversario di Instagram. Per ora attivo soltanto in Canada, Australia e Vietnam, Notes non ha raggiunto i traguardi desiderati confermando ancora una volta come rincorrere sia sempre più complicato che partire per primi. Riuscirà Skylight nel proprio intento? Di sicuro il traino di Skyblue potrebbe aiutare in modo importante, perché il protocollo di trasferimento autenticato (AT) mette in connessione diretta gli iscritti a Skylight con gli oltre 33 milioni di utenti di SkyBlue, quindi se si ha già un’utenza di Bluesky si può fare subito accesso a Skylight e iniziare la propria esperienza. Si può scaricare l’app gratuitamente su Android o iPhone.
Fonte : Wired