TikTok Shop, le dirette sono le nuove televendite degli anni Novanta

TikTok Shop e le live: scritte colorate in sovraimpressione, prodotti a favore di camera, sconti che lampeggiano. Sembra davvero di essere in una televendita degli anni Novanta. Almeno da qualche giorno: esattamente da quando la piattaforma di ByteDance ha lanciato in Europa la funzione che spalanca il mondo dell’e-commerce sull’applicazione video più popolare al mondo, insieme a Instagram. Tra le novità introdotte di recente, infatti, c’è quella legata agli acquisti direttamente in app durante le live: una funzione interattiva, in cui gli utenti che seguono la diretta possono vedere i prodotti sponsorizzati dai creator in tempo reale. Non solo: gli utenti hanno la possibilità di consultare anche il resto dell’inventario messo a disposizione da questi nuovi “televenditori”, conoscere i tempi di spedizione, oppure fare direttamente delle domande a chi vende. Un salto nel futuro talmente lungo che quasi fa il giro e ci riporta ai tempi delle tv locali quando a comandare erano loro: Roberto Da Crema, Patrizia Rossetti, Roberto Artigiani, Alessandro Orlando e Wanna Marchi con la figlia Stefania.

TikTok Shop e il ritorno delle telepromozioni, ma in verticale

Se vi è capitato di scorrere TikTok in questi giorni, oltre ai soliti Asmr, i meme brain rot e le routine mattutine, vi sarà capitato di imbattervi in queste particolare dirette. L’applicazione le etichetta con un bollino diverso rispetto alle altre: “Live shop”. E anche il contenuto è molto immediato: spesso c’è qualcuno che prova a vendere qualcosa. E per qualcosa, intendiamo di tutto. Abiti, scarpe, accessori, gioielli, cibi etnici, creme spalmabili proteiche, portafogli, tatuaggi, massaggi, accessori per gli smartphone, acque colorate e anche prodotti omeopatici. Insomma, un bazar in diretta che non può fare altro che ereditare l’enorme lascito che arriva dalla tv degli anni Ottanta e Novanta. Dagli slogan di Aiazzone ai coltelli di Miracle Blade, la tecnica per vendere resta la stessa. Anche se l’inquadratura è passata dai 4:3 ai 9:16. Forse è più facile parlare con le persone attraverso una telecamera rispetto a prima, quantomeno perché mentre si parla è più facile capire quante persone stiano lì effettivamente a seguirti grazie ai commenti, ai regali o ai like. Ed è forse anche per questo che il formato delle vendite online, all’estero spopola da un po’ e non può essere considerato come un qualcosa di nicchia. Secondo il New York Times, solo nel 2023 sono stati spesi circa 500 miliardi di dollari tramite live streaming su app. E nell’ultimo anno la tendenza si è diffusa anche grazie al TikTok Shop sdoganato da molte aziende nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

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Chi ne trae vantaggio?

Forse è ancora troppo presto per capire che direzione prenderà questo nuovo format. TikTok Shop è partito il 31 marzo e, quello che sappiamo finora, è che tanti creator hanno voluto puntare sulla nuova funzionalità iscrivendosi al programma. Non solo grandi nomi come, per esempio il fenomeno New Martina, che fu tra le prime in Italia a importare questa tendenza trasformando la meticolosa tecnica del suo lavoro manuale in un modo per monetizzare mai visto prima. Ci sono però anche piccoli creator, commercianti e artigiani che provano a dare una nuova vita alla propria attività, trasformandola e portandola fuori dalla provincia. Nel giro di poco, quindi, possiamo aspettarci di tutto: se oggi, infatti, il marketing si fa come una volta (con la differenze che il centralino per le telefonate è sostituito dalla sezione commenti), non è difficile pensare di vedere a breve creator in grado di applicare i format di TikTok alla propria attività commerciale. E poi ci si potrebbe chiedere: c’è da fidarsi? La probabilità che si ripetano fenomeni visti anche in passato nell’epoca delle tv non è remoto, parliamo per esempio del rischio di truffe. Se già le tv locali avevano pochi filtri in tal senso, è possibile pensare che la storia possa ripetersi anche nelle televendite verticali.

Fonte : Wired