AX-E0 è un microcontrollore che si propone di ridefinire completamente i parametri di efficienza e prestazioni nel settore. Prodotto completamente Made in Italy, realizzato da Arox, nuova startup italiana dei semiconduttori, supera di 10 volte i risultati dei migliori concorrenti diretti.
Queste performance sono il frutto di un lungo percorso di ricerca e sviluppo, partito in seno all’incubatore del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di realizzare un System-on-Chip (SoC) a bassissimo consumo energetico. “Tutto è cominciato nel 2018, quando ho fondato la mia prima società, Endcode – racconta Davide Toschi, founder e Ceo di Arox –. Il primo progetto che abbiamo sviluppato era un sistema di localizzazione indoor, basato sulla tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE). Ben presto ci siamo accorti che, per quanto si cercasse di ottimizzare il software, la durata della batteria rimaneva insufficiente un utilizzo diffuso sul mercato. Allora mi sono detto: se pur spingendo al massimo sull’ottimizzazione del software non troviamo la giusta soluzione, allora il problema dev’essere nell’hardware”.
Nel 2020 Davide inizia lo sviluppo di un nuovo processore per microcontrollori a basso consumo energetico. “Siamo partiti da una domanda semplice: perché quando ho un microcontrollore che deve anche solo leggere pochi dati, consuma comunque molto? Abbiamo capito che la maggior parte del consumo è legata al processore e così abbiamo deciso di disegnare un processore da zero. Dopo un anno di sviluppo siamo arrivati ad AX-E0”.
Come funziona AX-E0
Grazie alla CPU personalizzata basata su una Architettura Leonardo, il chip riduce il consumo di energia a soli 1 µA per MHz nei test di carico massimo, un decimo dei concorrenti, senza compromettere le prestazioni. “Abbiamo fatto in modo che se il processore deve svolgere una certa operazione userà solo la parte necessaria a realizzare quel compito, consumando molto meno – spiega Toschi –. È come se prima, per illuminare una stanza che si trova al quarto piano di un palazzo, dovessimo accendere le luci di tutto il piano, mentre adesso riusciamo a intervenire solo sulla stanza interessata”.
Una delle caratteristiche distintive del chip è la tecnologia di energy harvesting, che gli permette di alimentarsi esclusivamente ricavando energia dall’ambiente. In questo modo AX-E0 si configura come chip “self-powered”, eliminando la necessità di batterie nei dispositivi che lo integrano e contribuendo così a ridurre sia i costi di manutenzione che l’impatto ambientale. “Non si tratta di un semplice miglioramento incrementale, ma di un vero salto generazionale”, sottolinea Toschi.
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A cosa serve
Dopo il percorso di incubazione al Politecnico di Milano e il supporto di importanti investitori come il gruppo GB Invest, Arox lancia ora sul mercato AX-E0, raccogliendo fin da subito l’interesse di diversi stakeholder internazionali.
Molti gli ambiti applicativi del chip di Arox, progettato per integrarsi in un’ampia gamma di applicazioni a basso consumo. Primo fra tutti l’Internet of Things (IoT), dove può contribuire a rendere più efficienti le reti intelligenti per la gestione dell’energia. In ottica Smart Cities, AX-E0 può rivelarsi prezioso nei sistemi di monitoraggio, che raccolgono e analizzano dati tramite sensori per la manutenzione predittiva.
O ancora, il settore del benessere: infatti il chip è compatibile con dispositivi indossabili, come fitness tracker e smart clothing. Ma può essere esteso alla domotica, dell’home appliance e degli smart building. Insomma, in tutte quelle applicazioni che richiedono interazioni tra piccoli dispositivi low power, a basso peso. Tra i prossimi settori messi nel mirino da Arox, l’aerospaziale e il medicale.
“Da qui a fine anno ci aspetta una roadmap piuttosto densa – conclude Toschi –. Vogliamo puntare a fasce di mercato con richieste computazionali maggiori, come il campo dell’Intelligenza Artificiale. Vogliamo dimostrare che questo design è ancor più efficiente laddove c’è una maggiore richiesta di computazione”.
Il traguardo prefissato è quello di segnare un nuovo standard di settore, che permetterebbe ad Arox di affermarsi come uno dei protagonisti più interessanti della scena high-tech italiana.
Fonte : Repubblica