Donald Trump avrebbe detto alla sua cerchia ristretta, compresi i membri del suo gabinetto, che Elon Musk lascerà l’amministrazione Trump e la politica nelle prossime settimane. Lo scrive, in esclusiva, il sito di Politico.
Nonostante il presidente statunitense si dichiari soddisfatto del lavoro di Musk al Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE), entrambi ritengono che sia meglio per il miliardario concentrarsi sui suoi affari, secondo fonti vicine alla Casa Bianca. Per Musk, si prospetta un ritorno alle sue attività economiche e commerciali, ma continuerà a fornire un supporto informale al governo statunitense. Un alto dirigente della Casa Bianca ha suggerito che Musk manterrà un ruolo informale come consigliere e continuerà a essere un volto occasionale alla Casa Bianca. Tuttavia, un altro ha avvertito che chiunque pensi che Musk sparirà completamente dall’orbita di Trump si sta “ingannando”.
Il passo indietro del miliardario deciso durante una riunione
Il ritiro del miliardario dal governo americano segna un netto cambiamento nel rapporto tra Trump e Musk rispetto a un mese fa, quando si riteneva che Musk fosse destinato a restare nell’amministrazione, con la possibilità di superare il limite di 130 giorni l’anno previsto per i “dipendenti governativi speciali”, termine che sarebbe scaduto a fine maggio o inizio giugno.
Trump aveva già iniziato a preparare il terreno per il ritiro del magnate dall’amministrazione statunitense, con un incontro del suo gabinetto il 24 marzo in cui informò i partecipanti che Musk sarebbe passato a un nuovo capitolo, secondo quanto riferito a Politico. Un alto funzionario dell’amministrazione ha confermato che Trump ha effettivamente discusso del ruolo di Musk durante quella riunione. A conferma di queste indiscrezioni, solo lo scorso lunedì, il presidente ha detto ai giornalisti che “a un certo punto Elon vorrà tornare alla sua azienda”, aggiungendo: “Lui lo vuole. Io lo terrei il più a lungo possibile”.
La notizia accolta con sollievo da diversi membri del governo
L’imminente ritiro di Musk arriva in un momento delicato, mentre alcuni insider dell’amministrazione Trump e numerosi alleati esterni si sono detti frustrati dall’imprevedibilità del magnate. I difensori del miliardario all’interno dell’amministrazione Trump ritengono che il momento sia giusto per un passo indietro, sostenendo che non c’è molto altro che il miliardario possa fare per ridurre le dimensioni delle agenzie governative senza compromettere ulteriormente i servizi.
Molti altri, invece, descrivono il miliardario come una forza imprevedibile e difficile da gestire, che ha avuto difficoltà nel comunicare i suoi piani ai segretari di gabinetto e attraverso la catena di comando della Casa Bianca, guidata dal capo dello staff Susie Wiles. Le sue dichiarazioni inaspettate e fuori tema su X, la sua piattaforma social, hanno spesso causato frenesia tra i membri dell’amministrazione, tra cui la condivisione di piani non verificati e non coordinati per ridurre drasticamente le agenzie federali. Il rischio politico rappresentato da Musk è emerso con maggiore chiarezza martedì, quando i Democratici hanno evidenziato il suo investimento di circa 20 milioni di dollari nella corsa per la Corte Suprema del Wisconsin, con alcuni che hanno apertamente definito quella gara un referendum sul magnate polarizzante.
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Molte persone vicine a Trump sembrano sollevate dal fatto che Musk stia per lasciare il suo ruolo centrale nell’amministrazione, con la speranza che le sorprese del Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE) – che includono email improvvise richieste ai dipendenti federali di elencare la loro produttività o tagli all’USAID – stiano finalmente per concludersi.
Fonte : Today