Un gruppo bipartisan di senatori e deputati statunitensi ha presentato un disegno di legge che prevede pesanti aggressive contro la Russia e dazi del 500 per cento sui beni importati da paesi che acquistano petrolio, gas, uranio e altri prodotti russi, se il Cremlino non accetterà una pace duratura con l’Ucraina. L’iniziativa, sostenuta da 50 legislatori, riflette la crescente frustrazione dell’amministrazione Trump per quello che viene interpretato come un deliberato rallentamento dei negoziati da parte della Russia, secondo quanto riportato da Fox News.
Secondo l’emittente statunitense, la Casa Bianca sta inoltre preparando un nuovo pacchetto di “sanzioni aggressive” contro la flotta ombra di petroliere che consente alla Russia di esportare greggio a prezzi superiori al tetto imposto dai paesi del G7.
Il provvedimento: sanzioni e pressione economica
Il disegno di legge, denominato Sanctioning Russia Act of 2025, è stato presentato al Senato dai senatori Lindsey Graham (repubblicano) e Richard Blumenthal (democratico) con il sostegno di 50 senatori. Alla Camera, una proposta simile è stata introdotta dai repubblicani Brian Fitzpatrick e Joe Wilson, insieme ai democratici Mike Quigley e Marcy Kaptur.
Tra le misure previste, oltre alle sanzioni dirette contro Mosca, il provvedimento impone dazi del 500 per cento sui beni importati da paesi che continuano ad acquistare petrolio, gas, uranio e altri prodotti russi. Una bozza del disegno di legge, ottenuto da Bloomberg News, prevede l’introduzione di ulteriori misure, che vieterebbero ai cittadini americani l’acquisto di debito sovrano russo e proibirebbero alle istituzioni finanziarie statunitensi di investire in entità legate allo stato russo.
Il via definitivo dovrebbe arrivare da Donald Trump, con una firma della legge. Ma se approvato, il Sanctioning Russia Act of 2025 potrebbe: isolare ulteriormente la Russia a livello commerciale, colpire paesi terzi che continuano a commerciare con Mosca, come Cina, Iran e Turchia, e aumentare la pressione su Putin per avviare trattative serie. Dal 2022, la Cina e l’India sono stati tra i principali acquirenti di petrolio russo, mentre l’Unione Europea continua a essere il principale importatore di gas naturale proveniente dalla Russia. Nel 2023, Stati Uniti e Cina si sono confermati i maggiori importatori di uranio russo.
Il Cremlino non ha ancora commentato, ma la mossa segnala un inasprimento della linea USA, con possibili ripercussioni globali sull’approvvigionamento energetico.
Una insolita unione contro Mosca
Il provvedimento segna un raro momento di unità tra repubblicani e democratici su una politica estera aggressiva contro Mosca, in contrasto con le preoccupazioni che l’amministrazione Trump possa concedere vantaggi a Mosca nei negoziati di pace. Durante i colloqui precedenti in Arabia Saudita, la Russia avrebbe chiesto agli Stati Uniti il sollevamento delle sanzioni sulle banche e il via libera all’export di fertilizzanti e prodotti agricoli prima di accettare un cessate il fuoco.
L’iniziativa è stata accolta positivamente dall’organizzazione non-profit Razom for Ukraine, secondo cui il provvedimento potrebbe infliggere un duro colpo al finanziamento della guerra da parte della Russia. Svitlana Romanko, fondatrice di Razom for Ukraine, ha definito la proposta un “passo significativo” per indebolire il finanziamento della guerra. “Questa legge potrebbe infliggere un duro colpo all’economia russa”, ha dichiarato a Newsweek.
Fonte : Today