Si tratta del primo nel suo genere nello Sri Lanka. Le politiche ecologiche hanno favorito la nascita di un santuario di bio-diversità e riducono al minimo l’impatto ambientale della struttura. La prima fase dovrebbe essere completata entro maggio. Per gli esperti è un progetto prezioso per dare forma a pratiche sostenibili in tutto il mondo.
Colombo (AsiaNews) – L’Hambantota International Port Group (Hipg), in linea con una visione improntata sulla Responsabilità sociale d’impresa (Csr), ha di recente lanciato il progetto inaugurale di protezione della barriera corallina, il primo del suo genere in un porto dello Sri Lanka. Nel tempo all’interno del canale e del bacino dell’infrastruttura si sono sviluppate diverse colonie di coralli dall’aspetto fiorente. Le politiche eco-consapevoli adottate dai responsabili hanno favorito la nascita di un santuario per la crescita naturale di diverse specie di corallo lungo i frangiflutti del porto e sull’isola artificiale. In questo modo, diverse specie di corallo prosperano indisturbate nelle vicinanze dei frangiflutti dell’Hip.
Il progetto è un’estensione del concetto di “porto verde” elaborato da Hambantota International Port Group, in collaborazione con l’Università Oceanica dello Sri Lanka (Ocusl), e ideato per ridurre al minimo l’impatto dell’infrastruttura. L’obiettivo, spiegano i promotori, è quello di trovare un equilibrio fra attività industriale e conservazione dell’ambiente. Essendo l’area ad alta sicurezza – con limiti stringenti alla presenza umana in chiave turistica e per la pesca – ciò ha trasformato, senza volerlo, le strutture artificiali in substrati ideali per l’insediamento delle larve di corallo. Ciò ha portato allo sviluppo di fiorenti barriere coralline in un ambiente semi-artificiale e protetto.
Il porto ha stanziato una somma iniziale di 1,2 milioni di rupie (circa 3800 euro) per la prima fase del progetto, che dovrebbe essere completato entro maggio 2025.
In un incontro con i media Wilson Qu, amministratore delegato Hipg, spiega che “questo progetto nasce dall’ecosistema alimentato dal porto internazionale di Hambantota. Nel canale e nel bacino del porto si sono sviluppate diverse colonie di coralli fiorenti”. “Di recente – prosegue – abbiamo deciso che non era sufficiente favorire questa crescita naturale. Dovevamo anche studiare il fenomeno dal punto di vista scientifico” perché la cura del pianeta è un “aspetto fondamentale del quadro di riferimento ambientale, sociale e di governance (Esg)” ed è allineata agli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile delineati nell’Agenda 2030.
Dinuka Thrimavitana e Jayantha Maddumage, esperti di ambiente marino, spiegano ad AsiaNews che “l’obiettivo principale è di condurre uno studio completo per valutare copertura corallina, diversità delle specie e presenza di diversi organismi marini, come pesci, invertebrati e alghe. La ricerca – proseguono gli scienziati – si concentrerà anche sulla valutazione della qualità dell’acqua marina e sulla crescita delle macro-alghe”, per analizzare “la salute degli ecosistemi corallini e il loro potenziale come modelli per futuri sforzi di conservazione e ripristino”.
M.F.M. Fairoz, scienziato marino e docente senior della Facoltà di Pesca e scienze oceaniche Ocusl, “questo progetto si concentrerà sugli sforzi di monitoraggio e sulla conduzione di ricerche nei prossimi cinque mesi”. Verrà valutata anche la qualità “dell’acqua marina e la crescita delle macro-alghe, studiando la salute degli ecosistemi corallini e il loro potenziale come modelli per futuri sforzi di conservazione e ripristino. Cerchiamo inoltre di stabilire una linea di base per il monitoraggio futuro, che ci aiuterà a comprendere l’equilibrio ecologico e a fornire spunti per le iniziative di conservazione e ripristino dei coralli a livello globale”. “Questo progetto – conclude – sarà prezioso per dare forma a pratiche sostenibili non solo nello Sri Lanka, ma in tutto il mondo. Sarà un’iniziativa ambientale significativa e un’eccellente opportunità per l’istruzione e la ricerca”.
Fonte : Asia