In esclusiva streaming su RaiPlay, dal 31 gennaio scorso c’è Dieci Capodanni (titolo originale Los años nuevos), miniserie spagnola creata da Rodrigo Sorogoyen, Sara Cano e Paula Fabra.
In due mesi di permanenza su RaiPlay, Dieci Capodanni ha fatto registrare numeri da record, con oltre due milioni di streaming, più di mezzo milione di spettatori e settecentomila ore di fruizione sulla piattaforma. Un successo ampiamente meritato per questa serie di Movistar+ presentata alla scorsa edizione del festival di Venezia, che ha saputo mettere d’accordo critica e pubblico. Perché, molto semplicemente, è una bellissima serie: se ancora non l’avete vista, proviamo a convincervi con la nostra recensione (in fondo, invece, trovate il trailer).
La trama e gli interpreti di Dieci Capodanni
I due protagonisti assoluti di questa serie sono Ana (Iria del Río, già vista in Élite e Le ragazze del centralino) e Oscar (Francesco Carril): la loro storia inizia tra il 31 dicembre 2015 e il 1° gennaio 2016, quando prima lui e poi lei compiono 30 anni, e ognuna delle dieci puntate racconta un Capodanno, o un San Silvestro, fino al primo gennaio 2025: dieci capodanni, appunto, e nove anni della loro vita, a volte vicini, a volte lontani, in ogni senso.
Al primo capodanno i due ragazzi di Madrid si conoscono, si piacciono, si innamorano e finiscono a letto insieme: potrebbe essere l’inizio del loro “e vissero per sempre felici e contenti” ma siamo appena al “c’era una volta”.
Perché Ana e Oscar sono molto diversi: lei cambia spesso lavoro, ora fa la barista ma è quasi un caso, e amicizie; lui è un medico internista all’inizio della carriera professionale ed è piuttosto rigido e diffidente con il prossimo.
E così la loro storia non può essere lineare, semplice: infatti, di capodanno in capodanno, li vediamo crescere e maturare, a volte come coppia a volte come amici a volte totalmente separati, ma mai seguendo un percorso regolare, fino al secondo noi perfetto finale, che ovviamente non vi spoileriamo.
Perché (ci) è piaciuta Dieci Capodanni
Dieci Capodanni è una serie meravigliosamente normale, ed è per questo che sta piacendo a tanta gente, compreso chi scrive questa recensione. Parla di due persone reali, con corpi reali e per questo così erotici, che hanno una storia che, per quanto complicata, è anch’essa tremendamente reale (a proposito, anche il profilo Instagram di Ana che viene mostrato a un certo punto esiste davvero, o così sembra).
Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo avuto un amore, una passione, delle discussioni, degli allontanamenti e dei ritorni come quelli di Oscar e Ana: siamo noi Oscar e Ana, o sono nostri amici, nostro fratello, nostra sorella. E non a caso in ogni puntata c’è uno stacco, una scena in cui ci vengono mostrate delle coppie (a volte conosciute da Oscar e Ana, a volte no) e raccontate le loro storie
Conosciamo e riconosciamo le loro emozioni, le loro insicurezze e le loro certezze, messe in scena in un modo così naturale, fino all’ultima puntata in piano sequenza (come l’altra serie cult del momento, Adolescence) che allo stesso squarcia l’anima e la guarisce.
La forza di questa serie spagnola sta nel non aver bisogno di forzare la mano per rappresentare la realtà, nemmeno in quelle potenti scene di sesso così calde e così vere: a Dieci Capodanni “basta” raccontare una storia lunga e autentica, che forse anche per il fatto di essere stata girata in ordine cronologico riesce a mostrare la crescita dell’intesa tra i protagonisti e attraverso di loro quel cruciale passaggio di età che vivono i trentenni, tra la fine della spensieratezza e l’affermarsi di un’esistenza fatta di doveri e necessità.
Allo stesso modo, la visione di Dieci Capodanni è quasi un desiderio, una scelta che diventa una necessità, il bisogno di sapere come continuerà e come finirà la storia di Oscar e Ana. Sapendo che comunque vada, la loro vita andrà avanti.
Voto: 8.3
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Fonte : Today