L’attore americano Val Kilmer è scomparso all’età di 65 anni: minato nella salute negli ultimi anni da un cancro alla gola, è morto a causa delle complicazioni di una polmonite. In queste ore stanno fioccando i ricordi di un interprete versatile e molto apprezzato a Hollywood, sicuramente strappato dalle scene troppo presto: nato a Los Angeles nel 1959, dopo un esordio come attore teatrale ha trovato la strada del cinema con ruoli fin da subito memorabili in film cult degli anni Novanta come Top Gun, dove interpreta Tom “Iceman” Kazansky (ruolo ripreso in un cameo, nonostante i problemi di salute, nel sequel del 2018 Maverick), il fantasy Willow, il biopic The Doors di Oliver Stone in cui si trasforma in Jim Morrison e ancora nel western epico Tombstone. Ma è nel 1995 che il suo volto si lega indissolubilmente a un ruolo entrato di prepotenza nell’immaginario comune: quello di Bruce Wayne in Batman Forever.
È il 1993 quando Joel Schumacher, regista chiamato all’ingrato compito di succedere a Tim Burton nella saga cinematografica dedicata all’Uomo pipistrello, nota Kilmer proprio in Tombstone e rimane folgorato dall’intensità della sua interpretazione. Quando Michael Keaton, il detentore del Bat-costume all’epoca, decide di non tornare per un terzo film la proposta viene fatta proprio a Kilmer, il quale accetta senza nemmeno leggere la sceneggiatura e nemmeno senza sapere il regista che l’aveva chiamato. Uscito nel 1995, appunto, Batman Forever ottiene un grande successo al botteghino con oltre 336 milioni di dollari raccolti in tutto il mondo, nonostante la critica non sia esattamente entusiasta del pulp grottesco messo in campo da Schumacher, soprattutto dopo i toni noir sublimamente gotici di Burton. La produzione stessa era stata funestata da diversi problemi, tra cui i litigi tra Kilmer e Schumacher, la tensione aperta tra i due villain Jim Carrey e Tommy Lee Jones e la chimica non esattamente straordinaria con la co-protagonista Nicole Kidman.
Nonostante fosse difficile prendere il testimone di Keaton, Val Kilmer però se la cava egregiamente e molti apprezzano il fatto che la sua interpretazione fosse più coinvolgente e meno low key di quella del suo predecessore. Forse il Batman di Kilmer è molto meno smaccatamente tormentato di quello precedente, ma si impone come una presenza statuaria e ambiguamente minacciosa, sfumata anche nel ruolo di Wayne, mentre cerca di trattenere le proprie emozioni e il proprio coinvolgimento (nonostante diventi anche empatico mentore del Robin di Chris O’Donnell). In mezzo alle opinioni divisive e ai problemi sul set, Kilmer decide comunque di non tornare per il film successivo, venendo sostituito da George Clooney in Batman & Robin: la performance di quest’ultimo, in prospettiva, ce lo fa rimpiangere in modo ancora più netto.
Negli anni successivi Val Kilmer partecipò ad altri titoli notevoli, come Il Santo, Pianeta rosso, Wonderland e Alexander, ma la sua popolarità non raggiunse mai il picco di metà anni Novanta. Ora che è scomparso troppo presto, sicuramente è venuto il momento di recuperare i suoi tanti ruoli meritevoli e ingiustamente snobbati, e in particolare il suo Batman merita un po’ più di clemenza. Lo stesso Bob Kane, co-creatore del Cavaliere oscuro nei fumetti, disse che tra tutti gli interpreti che aveva visto fino al quel punto, Val Kilmer era stato il suo preferito.
Fonte : Wired