I pesci scomparsi e il ‘teatro del potere’ in Asia Centrale

In Uzbekistan è polemica sui piccoli impianti per l’itticoltura scomparsi subito dopo la trasmissione della loro inaugurazione in diretta tv in un villaggio della regione di Namangan. Una storia che richiama la tradizione delle “dimostrazioni ingannevoli” che riaffiora puntualmente nella regione fin dai tempi delle visite degli zar.

Tashkent (AsiaNews) – In un villaggio della regione di Namangan in Uzbekistan sono stati collocati bacini idrici artificiali per l’allevamento di organismi acquatici, e negli arlyk, i piccoli canali, sono state sistemate delle anatre da cortile, trasmettendo la manifestazione sul primo canale della televisione di Stato. In questo modo s’intendeva dimostrare l’efficacia dei programmi governativi di sviluppo dell’economia domestica e dei giardini privati, secondo uno schema tipico dei tempi sovietici delle “dimostrazioni ingannevoli” che vengono smontate subito dopo la fine dell’evento.

Nel video si raccontava dei seminari tenuti per istruire sulla coltivazione ittica disponibile ai privati, voluti dallo stesso presidente Šavkat Mirziyoyev per incentivare le attività in grado di aumentare i ricavi per tutti, visto che l’Uzbekistan è ancora troppo dipendente dalle rimesse all’estero dei migranti lavorativi. Nel villaggio della dimostrazione sono state scelte due famiglie povere, allestendo i finti bacini nei loro cortili e riempendoli di trote e altri pesci, affermando che questa attività può garantire un guadagno annuo tra i 50 e i 60 milioni di som (4-5 mila dollari). Ma il giorno dopo il cortile era desolato come sempre, e non sono state lasciate neanche le uova deposte dalle anatre.

Questo tipo di campagne illusorie sono diffuse anche negli altri Paesi dell’Asia centrale, come in Turkmenistan, dove migliaia di impiegati statali e studenti sono stati costretti il 22 marzo a partecipare alla grande operazione di “rinverdimento” guidata dallo stesso presidente Serdar Berdymukhamedov, rimanendo per 12 ore sotto il sole senza cibo né acqua, facendo finta di piantare e curare alberi per tutto il territorio di Ašgabat. Si tratta d’ un’iniziativa che si ripete almeno un paio di volte l’anno, molto reclamizzata sui programmi televisivi, e gli alberelli muoiono regolarmente pochi giorni dopo essere stati piantati, per assoluta mancanza di cure.

In Kazakistan la scorsa estate era stata aperta una nuova fabbrica per produrre attrezzature elettroniche, in grado di immortalare le violazioni al codice della strada. Poco dopo sono stati assunti attori di strada ad Almaty, giovani uomini e donne che sono stati mostrati mentre mettevano insieme le videocamere e i microschemi, ripresi anch’essi dalla televisione sotto lo sguardo compiaciuto dei dirigenti, che hanno poi ammesso che “servivano persone dall’aspetto attraente”, per una fabbrica che non ha ancora prodotto neanche una macchina.

Come da tradizioni risalenti non solo ai trionfalismi sovietici, ma addirittura ai viaggi degli zar e delle zarine, le visite dei grandi capi sono sempre preparate con restauri delle facciate degli edifici sulle strade centrali e nuovi asfalti anche sotto pioggia o neve, e perfino le piante vengono pitturate per apparire floride. Nel 2016, prima del summit dei Paesi ex-sovietici della Csi, gli alberi di Biškek vennero ridipinti dalla parte visibile, lasciando tracce di verde sgocciolate sui marciapiedi, mentre il retro delle piante rimaneva nell’abituale grigiore.

Quando Šavkat Mirziyoyev divenne presidente la prima volta nel 2015, nella regione di Fergana venne incollato di nuovo al terreno il cotone già raccolto, per dimostrare la ricchezza delle coltivazioni, mentre nel 2022 alla vigilia dell’arrivo di Kasym-Žomart Tokaev all’università di Almaty spuntò una grande fontana nel cortile e un laghetto accanto ai parcheggi, scomparsi subito dopo la visita presidenziale. Anche in Tagikistan nel 2020 le televisioni mostrarono il presidente Emomali Rakhmon all’apertura in pompa magna di un grande centro commerciale nel quartiere di Rudaki a Dušanbe, e una nuova fabbrica tessile per 100 posti di lavoro, con tutti gli operai in divise nuove di zecca, tornati a casa senza neppure un foulard subito dopo. Per non parlare delle centinaia di solenni cerimonie ai tempi del “presidente eterno” del Kazakistan, Nursultan Nazarbaev, il grande maestro dell’illusione ottica per tutta l’Asia centrale.

I pesci e le anatre scomparsi in Uzbekistan sono stati denunciati questa volta su alcuni canali Telegram, facendo infuriare il khokim, il sindaco del paese, che ha immediatamente licenziato il funzionario responsabile della sceneggiata, obbligando a riportare almeno qualche pesce nello stagno locale. Ma questo non basterà a fermare il “teatro del potere”.

Fonte : Asia