Tra i pericoli dello sviluppo dell’intelligenza artificiale ce n’è uno che forse nessuno aveva calcolato. La crisi tra istituzioni europee.
Si sa che ogni grande organo istituzionale ha una sua prosopopea e un certo grado di suscettibilità, specialmente quando deve confrontarsi con altre istituzioni pubbliche.
Ora, è successo che il Parlamento Europeo si è un po’ offeso. In una riunione riservata, svelata da Politico.Eu, la presidente Roberta Metsola e i capigruppo delle varie forze politiche hanno sollevato un inquietante sospetto. Nello scambio di corrispondenza ufficiale tra Parlamento e Commissione, quando i rappresentanti dell’organo eletto dai popoli europei pongono domande, chiedono pareri e informazioni all’esecutivo di Bruxelles, questo, cioè la Commissione, risponde in maniera superficiale, poco accurata e troppo rapida. Insomma, il sospetto è che i funzionari della Commissione facciano compilare le loro risposte da ChatGPT. Aprono un programma di AI generativa recentemente creato proprio per loro, buttano dentro il quesito dei parlamentari, cliccano, copiano, incollano e arrivederci.
I Parlamentari europei vogliono vederci chiaro. Sarebbe un insulto agli unici rappresentanti democraticamente eletti che siedono nei palazzi europei! E non solo, in molti si chiedono, ma è possibile che su circa 32mila dipendenti della Commissione, molto profumatamente pagati, non ne trovino uno disposto a metterci un po’ d’impegno e a rispondere a modo?
La Presidente del Parlamento Metsola sta preparando un dossier e chiederà conto dello scandalo al Commissario addetto alle relazioni tra istituzioni. Dalla Commissione ammettono di usare una versione speciale di ChatGPT ma aggiungono che è vietato a tutti fare puramente copia e incolla. Devono rielaborare insomma. Un po’ come quando la maestra, pazientemente, invita l’alunno che ripete a vanvera: “Dai coraggio, dillo con parole tue!”. Così magari al Parlamento non si accorgono che hai copiato…
Fonte : Sky Tg24