AGI – A partire dal 60 d.C. per le strade di Roma girò una coppia “stellare”, due vip della storia. A formarla Saulo – detto Paolo, poi divenuto santo patrono della città assieme al “collega” Pietro – e san Luca, autore degli Atti degli Apostoli e del Vangelo che porta il suo nome. Il predicatore e l’evangelista. Varie fonti documentano le perigliose rotte che seguirono i due.
Nel 58 a Gerusalemme Paolo fu arrestato con l’accusa di turbare l’ordine pubblico. Per evitare il giudizio degli Ebrei, rivendicò la sua cittadinanza romana e chiese di essere giudicato da un tribunale presieduto da togati diversi, presumendoli forse meno prevenuti nei suoi confronti. Così fu mandato nella Capitale, dove attese il nuovo processo agli arresti domiciliari nel luogo in cui ora si trova la chiesa di San Paolo alla Regola. Era sorvegliato da una guardia che non lo mollava mai, legata a lui da una catena tuttora conservata (in parte) nella basilica paolina.
Poi la sorpresa. Nel 63 gli accusatori di Paolo non si presentarono al processo e il “vecchio” Saulo fu liberato, seguitando a essere per i Romani il carismatico portavoce del Maestro. Ma quelli furono anni in cui l’impero romano continuava a scrivere la storia con il sangue. Infatti, assieme ad altri cristiani (compreso la “roccia” Pietro) Paolo non sfuggì alle persecuzioni dell’imperatore Nerone. Pur non avendo alcuna colpa, fu condannato a morte con l’accusa di essere uno dei responsabili dell’incendio che nel 64 distrusse Roma. E Luca? Di lui si sono dette molte cose. La tradizione lo ricorda come medico. Ma c’è una nota personale, di “colore”, che lo menziona anche patrono di notai e pittori: festa il 18 ottobre. Ed è proprio per l’attività di pittore che all’evangelista viene attribuita la realizzazione di varie icone presenti in diversi luoghi di culto, in alcuni casi (si racconta) iniziate da lui ma terminate dal fantastico pennello di un angelo. Luca morì lontano da Roma, in Grecia. Invece Saulo no, fu decapitato nel luogo dove oggi si trova l’abbazia delle Tre Fontane, sulla Laurentina, e il suo corpo fu sepolto in un cimitero all’Ostiense. Più tardi, il sovrano Costantino trasformò quel sito funebre nella sede di una grande chiesa (seconda solo al Vaticano): San Paolo fuori le Mura, dedicata all’apostolo e scrigno delle sue spoglie. La consacrazione avvenne nel 324. Erano state create le porte del Cielo.
Fonte : Agi