La Commissione europea ha multato Stellantis, altre 14 case automobilistiche e l’Associazione europea dei produttori di automobili (Acea) per un totale di 458 milioni di euro. L’ammenda è stata comminata per la partecipazione a un cartello di lunga durata (dal 2002 al 2017) riguardante il riciclo dei veicoli a fine vita.
Stellantis ha beneficiato di una riduzione dell’ammenda del 50 per cento, a 74,9 milioni, per aver collaborato con la Commissione. Nessuna multa per Mercedes, perché pur avendo partecipato al cartello è stata la casa automobilistica tedesca a rivelarne l’esistenza all’esecutivo comunitario.
Stellantis, gruppo nato dalla fusione tra Fiat Chrysler e Psa, figura tra i produttori più colpiti dalla sanzione, insieme a Volkswagen (127,7 milioni di euro) e Renault/Nissan (81,5 milioni). La sanzione per Acea è di 500mila euro.
Il cartello
L’indagine della Commissione ha rivelato che l’accordo tra le case automobilistiche è durato oltre 15 anni, dal 29 maggio 2002 al 4 settembre 2017. L’obiettivo era non pagare i demolitori di auto per la lavorazione dei veicoli a fine vita (Elv), sostenendo che il riciclo fosse comunque redditizio.
Le aziende hanno anche condiviso informazioni commercialmente sensibili sui loro accordi individuali con i demolitori e coordinato il loro comportamento. Inoltre, hanno concordato di non promuovere la percentuale di un veicolo a fine vita che può essere riciclata, recuperata e riutilizzata, né la quantità di materiale riciclato utilizzata nelle auto nuove. L’intento era impedire ai consumatori di considerare le informazioni sul riciclo nella scelta di un’auto.
Tolleranza zero
Secondo la Commissione, le case automobilistiche hanno agito per ridurre la pressione dei consumatori e delle normative ambientali, limitando la concorrenza e le innovazioni nel settore del riciclo. “Non tollereremo cartelli di alcun tipo, soprattutto quelli che ostacolano la consapevolezza dei consumatori e la domanda di prodotti più ecologici”, ha dichiarato la commissaria alla Concorrenza, Teresa Ribera.
Tutte le aziende coinvolte hanno ammesso la propria responsabilità, ottenendo così uno sconto del 10 per cento sulle sanzioni. Oltre all’immunità concessa a Mercedes-Benz, che ha rivelato il cartello, sono state concesse riduzioni maggiori a Stellantis (nel gruppo anche Opel ha ricevuto uno sconto del 50 per cento e un’ammenda di 24,5 milioni), Mitsubishi (30 per cento) e Ford (20 per cento) per la cooperazione.
Fonte : Today