Mentre si prepara a tornare sul palco con Roger Daltrey per due date speciali in Italia il 20 luglio a Padova e il 22 luglio a Milano, Pete Townshend ha fatto una delle sue dichiarazioni esplosive al quotidiano inglese The Times: “Mi irrita molto che i fan pretendano che io continui a suonare le canzoni vecchie del nostro catalogo, e che vada avanti così per sempre”. È la tesi che Roger Daltrey porta avanti da quando gli Who hanno pubblicato l’ultimo album in studio, Who del 2019: “Abbiamo fatto un nuovo disco e non lo ha ascoltato nessuno. Le persone vogliono ascoltare solo i pezzi vecchi”.
Gli Who hanno attraversato sei decenni di storia del rock, pubblicando solo dodici album (il primo My Generation è del 1965) e costruendo la loro carriera dal vivo, ma Pete Townshend continua a portare avanti la sua idea di rock come musica innovativa e rivolta al futuro e non vuole considerare gli Who come una band dal catalogo leggendario.
“Se chiedessi ad un programma di Intelligenza Artificiale di scrivere un bel po’ di canzoni nello stile di Pete Townshend nel 1973, sono sicuro che molti fan degli Who sarebbero contenti”. Il contrasto tra il desiderio di evolversi creativamente degli artisti e le aspettative del pubblico che è legato alle hit del passato è uno dei temi centrali per le band con una lunga carriera come gli Who. Pete Townshend ha detto che continua a scrivere e creare canzoni e vorrebbe fare un nuovo album degli Who, ma sa che il ritorno della band passa dal palco: “Siamo in forma e ci vogliamo bene” ha detto Pete Townshend a proposito della sua complessa relazione con Roger Daltrey, che dura da quando si sono conosciuti ad Acton, Londra e hanno fondato insieme al bassista John Entwistle la loro prima band, i Detours nel 1961, “L’ultimo tour che abbiamo fatto nel 2023 con l’orchestra è stato glorioso, ma non vediamo l’ora di andare là fuori, fare un po’ di casino e fare anche degli errori”.
Fonte : Virgin Radio