Nella sua storia ventennale, il Grande Fratello italiano ha anche ospitato e naufragato tre significative ship saffiche: Monica e Siria (2009), Sarah e Veronica (2010), e il più recente fenomeno delle “Rosmello” (Rosalinda Cannavò e Dayane Mello, GF 2020). Ognuna di queste coppie ha seguito un copione inquietantemente simile: iniziale avvicinamento, creazione di aspettative nel pubblico, e poi l’immancabile inserimento di una figura maschile a spezzare il legame accompagnato dalla creazione di un clima di sfiducia e rivalità tra le due donne.
Il messaggio sottinteso è sempre lo stesso: le relazioni tra donne sono destinate a soccombere quando entra in scena un uomo, e la competizione per l’attenzione maschile è il naturale stato delle cose. Un racconto così stucchevole e tossico che persino i fotoromanzi degli anni ‘50 lo troverebbero obsoleto.
Zeudi Di Palma: la zeppa nell’ingranaggio
In questo contesto arriva Zeudi Di Palma, ex Miss Italia 2021, giovane donna del suo tempo. Zeudi non è solo bella in modo imbarazzante ma è anche una persona dalle molte sfaccettature: napoletana, laureanda in sociologia, tatuatrice, apertamente bisessuale, educata, rispettosa (in questa edizione ben poco edificante del GF è stata forse la concorrente meno litigiosa), mai volgare, con tanti interessi, opinioni articolate e una bella storia di riscatto alle spalle (ultima di tre fratelli, nata e cresciuta nel difficile contesto di Scampia da una madre rimasta sola). Una figura femminile che avrebbe potuto rappresentare perfettamente la Generazione Z nella sua complessità.
Entrata nella casa in corso d’opera, tre mesi dopo l’inizio del programma, e presentata come possibile “tentatrice” per innescare dinamiche all’interno di coppie più o meno già consolidate e probabilmente sparire dopo poche puntate, la Miss ha scelto un’altra strada facendo saltare molti dei meccanismi narrativi ben collaudati del programma e diventando una delle protagoniste indiscusse di questa edizione, finalista e potenziale vincitrice. Il problema è come è stata rappresentata dalla narrazione ufficiale del GF. Sistematicamente accusata di essere “confusa” e “furba”, è stata sottoposta a un continuo processo di delegittimazione della sua bisessualità che a tratti è stato lì lì per assumere il sembiante di una sorta di “terapia riparatoria” in diretta TV.
Paradossalmente, tra i più accaniti critici di Zeudi, pronti ad accusarla di “strumentalizzare” la propria sessualità, figurano numerosi uomini gay sia all’interno che all’esterno della casa. Un fenomeno che merita una riflessione: evidentemente, certi elementi di misoginia e bifobia, quel pregiudizio che vede le persone bisessuali come “indecise”, “confuse” o “in cerca di attenzioni”, trova terreno fertile anche in chi dovrebbe essere più sensibile alle dinamiche di discriminazione basate sull’orientamento sessuale.
Fonte : Wired