Dopo tre trimestri di rincari (molti ricorderanno il +18,2% arrivato subito dopo Natale), l’Arera taglia il costo delle bollette elettriche nel mercato a maggior tutela. I 3,4 milioni di clienti pagheranno il 2,4% in meno da aprile a giugno grazie al calo del 2,1% per la spesa della materia prima energetica, a cui si aggiunge una riduzione dello 0,3% della componente relativa agli oneri di sistema.
L’Authority ricorda poi che “da aprile coloro che hanno un ISEE inferiore a 9.530 euro si vedranno riconosciuto automaticamente il contributo straordinario di 200 euro previsto dal decreto bollette. Inoltre a breve l’Autorità adotterà un ulteriore provvedimento per completare la platea dei beneficiari che riceveranno il contributo straordinario e per definire le modalità e tempistiche di erogazione a tutti gli aventi diritto, fino alla soglia ISEE di 25.000 euro”.
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La leggera riduzione della bolletta deriva da un prezzo “più basso dell’energia elettrica, a sua volta correlato al calo previsto dei prezzi del gas naturale per la stagionalità dei consumi”. Proprio la discesa del metano potrebbe regalare un calo maggiore, rispetto alla luce, per la bolletta del gas dopo mesi di rialzi. Le stime, in base all’andamento del prezzo della materia prima indicano una riduzione delle tariffe intorno al 10%.
Quanto si abbasserà la bolletta del gas
L’Authority a inizio di ogni mese fissa i prezzi relativi alla bolletta del mese precedente, per il metano. Una decisione che incide sulle spese familiari dei cosiddetti utenti vulnerabili, che si trovano ancora nel mercato a maggior tutela, e sulle bollette nel mercato libero indicizzate, ovvero legate di mese in mese all’andamento della materia prima gas. Il ribasso della stessa materia prima in realtà sarebbe intorno al 20% considerando la media delle quotazioni di febbraio con quelle di marzo, ma al gas vanno aggiunte numerosi voci. In particolare la spesa per la materia gas naturale è pari a solo il 45,6% del totale della bolletta. Le altre voci che impattano sono, ad esempio, il costo della vendita al dettaglio (4,7% della bolletta). Poi c’è la spesa per il trasporto e la gestione del contatore (20,5%) legata ai servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della distribuzione, qualità. Gli oneri di sistema impattano per un altro 2,3% e infine ci sono le imposte che rappresentano un 26,9% della bolletta.
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Fonte : Today