Si muove qualcosa sugli Pfas (ed era anche ora), ma si poteva fare meglio di così. La Camera dei deputati ha approvato mercoledì 26 marzo la mozione del governo sui composti Pfas, noti anche come Forever chemicals. Sono circa cinquemila e sono considerati dei contaminanti eterni – nocivi per la salute degli animali e per le persone – per la loro persistenza dovuta al legame fluoro-carbonio che li rende praticamente indistruttibili.
Si tratta di sostanze chimiche di origine antropica che hanno avuto enorme successo, sin dagli anni Cinquanta, per le straordinarie caratteristiche chimico-fisiche, che li hanno resi un componente importante in molte produzioni industriali, a partire da pentole e padelle antiaderenti. E farne a meno non è facile. Ma sono anche nocivi per la salute, aumentando il rischio di svariate patologie, compreso il cancro. Per questo in molti paesi si discute come procedere per liberarsene, cercando alternative e limitando le concentrazioni nelle acque. Stranamente, sulla faccenda gli Stati Uniti sono tra i più attivi, nonostante di solito siano di manica larga con le contaminazioni industriali. Anche l’Italia sta cercando di fare la sua parte, anche per le proteste dei tanti comitati di cittadini delle zone inquinate. In particolare, in Veneto, dove esiste un’area di duecento chilometri quadrati che è la più inquinata del mondo da questa classe di sostanze, e in Piemonte.
Pfas, che confusione in Aula
Mercoledì 26 marzo, si diceva, il testo della mozione è andato in aula. Oltre alla mozione della maggioranza, approvata con 156 voti favorevoli, 103 voti contrari e cinque astenuti, l’aula ha approvato alcune parti delle mozioni di Avs (a prima firma Luana Zanella), M5S (a prima firma Ilaria Fontana) e Pd (a prima firma Chiara Braga) dopo le riformulazioni del governo.
Il problema è che sulla questione, però, si sovrappongono due diverse iniziative che rischiano di generare caos.
All’esame del Parlamento, infatti, c’è nelle stesse settimane anche un decreto Legge urgente, approvato dal consiglio dei Ministri lo scorso 13 marzo, che si pone l’obiettivo di ridurre i livelli consentiti di Pfas nelle acque potabili e a inserire limiti per il Tfa (acido trifluoroacetico), la molecola della classe degli Pfas più abbondante sul pianeta e finora non sottoposta a restrizioni, almeno nel nostro Paese. In pratica, la maggioranza ha fatto votare una mozione di indirizzo che impegna il governo a legiferare sulla materia, ma lo stesso governo ha già legiferato su essa. E non è escluso che possano crearsi conflitti.
Zanella (Avs): “Il testo del governo sugli Pfas è ancora insufficiente”
“Un sistematico disordine di metodo del governo”, spiega a Wired la capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, Luana Zanella, che aggiunge: “Abbiamo dedicato una giornata alla Camera a discutere di Pfas ma esisteva già uno schema di decreto legislativo per i limiti nelle acque di cui non è stata data alcuna notizia. Questo è anche un modo per sterilizzare il lavoro delle opposizioni che hanno posto all’ordine del giorno del Parlamento il tema degli Pfas. Nel merito il testo è ancora insufficiente anche se introduce il monitoraggio di altre sostanze Pfas e un valore limite per il Tfa pari a 10 microgrammi per litri e un nuovo valore limite per la somma di quattro Pfas (di cui è nota la pericolosità per la salute) pari a 20 nanogrammi per litro mentre in Danimarca era 2 e in Svezia 4. Ci sono molte correzioni da fare, noi siamo per la progressiva dismissione degli Pfas. È tempo di affrontare questo dramma in modo organico e definitivo, mentre il governo si limita a navigare a vista”. Il testo, trasmesso al Senato, dovrà ora passare al vaglio delle commissioni parlamentari competenti.
Fonte : Wired