AGI – L’antica e leggendaria età di Romolo, primo Re di Roma secondo la tradizione, riemerge inaspettatamente fuori città, verso il mare, cambiando la percezione di una Roma arcaica arroccata tra Palatino e Celio. Già nell’VIII secolo avanti Cristo, la futura Caput Mundi si espandeva e si insediava in siti molto lontani dal cuore dell’Urbe, ma cruciali per i commerci della città nascente.
Una campagna di scavo condotta dall’Università di Roma Tor Vergata ad Acqua Acetosa Laurentina, zona sud della Capitale a ridosso del Raccordo Anulare, ha individuato i resti di almeno due edifici del VI secolo avanti Cristo e documentato parte di una fortificazione protostorica con il recupero di reperti risalenti anche all’età del Bronzo finale. Il sito corrisponde a un insediamento di circa due ettari, presso l’ottavo chilometro della moderna Via Laurentina, con accesso attuale da via dei Casali di San Sisto.
Il luogo era stato individuato già nella seconda metà degli anni Settanta, grazie alla presenza di un esteso sepolcreto con ricchi corredi (ora al Museo Nazionale Romano), databili tra l’VIII e il VII sec. a.C. I nuovi scavi, diretti dal prof. Gabriele Cifani, su concessione del Ministero della Cultura, in coordinamento con il funzionario della Soprintendenza Speciale di Roma Rocco Bochicchio, si avvalgono del contributo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Un documento straordinario
“L’abitato antico di Acqua Acetosa Laurentina – spiega Cifani all’AGI – è di straordinario interesse per la comprensione della più antica storia di Roma connessa alla nascita della città nel momento di transizione tra l’età del bronzo e la prima età del ferro. Si tratta infatti di un insediamento connesso al controllo esercitato da Roma sul proprio territorio in direzione del mare e della foce del Tevere.”
“Le indagini di scavo preliminari hanno potuto verificare come il sito sia ben conservato e con i livelli di età Regia (VIII-VI secolo a.C.) facilmente raggiungibili, tali da poter offrire nuove indicazioni sulla storia romana del periodo. In particolare, i resti delle fortificazioni, risalenti all’VIII secolo a.C., costituiscono uno straordinario e raro documento rapportabile alla mitica età di Romolo.”
Sul piano culturale e sociale, il progetto ambisce a fornire un contributo alla tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico della moderna città di Roma, compreso nella Riserva Naturale Laurentino Acqua Acetosa. “Gli scavi riprenderanno nell’estate – annuncia l’archeologo – con l’aspettativa di ulteriori importanti scoperte”.
Fonte : Agi