Perché quando ci si allena sembra che il tempo non passi mai

Secondo la teoria della relatività di Einstein, il tempo è relativo al contesto in cui ci trova. Ciò significa che non esiste un tempo assoluto, ma che questo varia a seconda del punto di osservazione. A dimostrare ancora una volta la relatività del tempo è uno studio condotto da quattro ricercatori del Regno Unito e dei Paesi Bassi, secondo cui  chi si allena intensamente, eseguendo ad esempio un programma di allenamento pesi o una lezione di crossfit o praticando una sessione di corsa, ha la sensazione che il tempo rallenti. E ciò non dipende dalla noia, come molti credono, ma da un mix di fattori, fra cui l’intensità dell’esercizio.

“Le persone – ha affermato Andrew Edwards, tra gli autori del studio – percepiscono il tempo come se scorresse più lentamente durante l’esercizio. Una distorsione che può influenzare il ritmo e il piacere dell’attività fisica”. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su Brain and Behavior.

Lo studio

I ricercatori volevano capire se fattori come uno sforzo fisico intenso o la presenza di un avversario poteva influenzare in qualche modo la percezione del tempo di chi si allena. Hanno quindi reclutato 33 adulti fisicamente attivi e chiesto loro di salire su una cyclette e percorrere 4 km. I partecipanti hanno dovuto eseguire tre prove diverse: una prima corsa in solitaria, una seconda corsa con un avatar virtuale passivo sullo schermo della bici, e una terza corsa in cui è stato chiesto loro di battere l’avversario virtuale. I ricercatori hanno inoltre chiesto ai partecipanti di cronometrare “a mente” un intervallo di 30 secondi a 500 m, 1500 m, 2500 m e dopo l’esercizio. Durante tutte le prove, è stato misurato il tasso di sforzo percepito.

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Il tempo rallenta quando ci si allena

I ciclisti hanno percepito i maniera più lenta gli intervalli di 30 secondi contati durante l’esercizio fisico rispetto agli intervalli contati al termine dell’attività fisica. Quasi tutti i partecipanti pensavano fossero trascorsi 30 secondi quando in realtà erano trascorsi solo 27 secondi (si sentivano mediamente più veloci di quasi il 10 per cento). Un rallentamento del tempo percepito in tutte e tre le prove, anche in quella dove era presente l’avversario da battere. “Ciò significa – hanno spiegato i ricercatori – che la presenza di un concorrente e qualsiasi sforzo aggiuntivo per batterlo, non cambia la percezione del tempo da parte del partecipante, né lo fa il costante aumento dello sforzo percepito durante l’intero studio”. Una scoperta importante che potrebbe avere delle implicazioni per lo sviluppo di nuovi metodi per far migliorare le prestazioni degli atleti.

La distorsione temporale è una conseguenza dello sforzo 

La distorsione temporale non è una prerogativa del ciclismo, ma è legata all’intensità dell’esercizio “o a quanto è scomodo”, ha detto Edwards. Ciò che determina il cambiamento nella percezione del tempo non è chiaro, tuttavia i ricercatori ritengono che ad alte intensità, l’esercizio renda il corpo più consapevole del dolore che sta sopportando, facendo sembrare la durata più lunga. “L’esercizio, in particolare l’esercizio duro, aumenta la concentrazione sul corpo, creando una maggiore consapevolezza di ogni momento – ha affermato Edwards -. Questo fa sì che il tempo sembri trascinarsi”.

La relatività del tempo spiegata attraverso l’esercizio

Ciò che è emerso da questo studio è una dimostrazione pratica della teoria relatività di Einstein, che affermava che il tempo non è assoluto ma dipende dal sistema di riferimento dell’osservatore. “Quando ti siedi con una bella ragazza per due ore – aveva affermato Einstein – pensi che sia solo un minuto, ma quando ti siedi su una stufa calda per un minuto pensi che siano due ore. Questa è la relatività”. “Questo studio – hanno affermato gli autori – è il primo a dimostrare sperimentalmente che il tempo e la relatività possono essere dimostrati attraverso il mezzo dell’esercizio, dimostrando che il tempo è distorto”.

La monotonia degli esercizi

L’intensità dell’esercizio potrebbe non essere l’unico fattore che influisce sulla distorsione del tempo, secondo i ricercatori. In un’altra ricerca condotta sui calciatori professionisti, Edwards ha scoperto che le sessioni di allenamento che prevedevano l’utilizzo di un pallone da calcio sembravano passare più velocemente delle sessioni di allenamento cardio. “Se il tempo sembra più lento, gli allenamenti potrebbero sembrare più lunghi e meno piacevoli. Rendere l’esercizio più coinvolgente potrebbe aiutare le persone a perseverare”, ha affermato Edwards.

“L’esercizio ripetitivo o poco piacevole potrebbe aumentare questo effetto di rallentamento del tempo, mentre le distrazioni o il divertimento potrebbero ridurlo. Pertanto – hanno suggerito gli autori – per percepire i propri allenamenti più brevi e piacevoli, bisognerebbe distrarsi dall’intensità dell’attività ad esempio ascoltando musica”.

Fonte : Today