“L’obiettivo generale della Strategia di preparazione dell’Unione è quello di creare un’Ue sicura e resiliente, con le capacità necessarie per anticipare e gestire le minacce e i pericoli, indipendentemente dalla loro natura o origine, allo scopo di garantire che i cittadini europei abbiano una protezione e una preparazione adeguate e per preservare le funzioni vitali della società in ogni circostanza”, si legge nel piano.
La Commissione ha annunciato anche la creazione di una piattaforma digitale per informare il pubblico e i viaggiatori stranieri sui rischi legati a potenziali crisi e sulle azioni da intraprendere, oltre a una proposta per istituire una “giornata europea della preparazione“, per sensibilizzare imprese, società e istituzioni sull’importanza di essere preparati a qualsiasi disastro.
La strategia dell’Ue si basa su un’analisi dell’ex presidente finlandese Sauli Niinistö, che l’anno scorso aveva proposto di destinare almeno il 20% del bilancio comune del blocco ai meccanismi di sicurezza e di preparazione alle crisi.
Priorità difesa
L’iniziativa fa parte di un insieme più ampio di azioni finalizzate a garantire la resilienza economica, militare e sociale dell’Unione europea fino al 2030, un pacchetto che comprende tra le altre cose anche il piano sul riarmo europeo e la piattaforma di adattamento alla crisi del clima.
La proposta introdotta dalla Commissione europea è in linea con le azioni che alcun paesi dell’Ue hanno iniziato ad attuare autonomamente. Quest’estate per esempio il governo francese prevede di distribuire un manuale di sopravvivenza alle famiglie. L’opuscolo conterrà istruzioni pratiche su come reagire di fronte alle emergenze nazionali o alle “minacce imminenti”, come pericoli nucleari, attacchi informatici, disastri naturali e conflitti militari. Il progetto si ispira a quanto già fatto dalla Svezia, che ha distribuito materiale simile in cinque occasioni dalla Seconda guerra mondiale.
Secondo gli ultimi risultati dell’Eurobarometro il 36% dei cittadini dell’Ue è preoccupato per la sicurezza e la difesa del blocco. In Spagna e a Malta, la percentuale scende al 20%, il livello più basso della regione (ma anche l’Italia è al di sotto della media).
Per il 66% degli europei, l’Unione dovrebbe svolgere un ruolo maggiore per la protezione dei suoi cittadini. E se da una parte l’89% dei cittadini europei ritiene che l’unità sia fondamentale per affrontare le sfide globali, il 76% pensa che l’Ue abbia bisogno di maggiori risorse per affrontare queste sfide.
In generale, l’impatto positivo dell’Unione europea sulla vita quotidiana è riconosciuto dal 72% della popolazione, mentre il 74% ritiene che il proprio paese abbia tratto beneficio dall’adesione, la percentuale più alta registrata dal 1983.
[Questo articolo è stato aggiornato alle 14:40 dopo la presentazione ufficiale della nuova Strategia di preparazione dell’Unione da parte della Commissione europea]
Questo articolo è apparso originariamente su Wired en español.
Fonte : Wired