Dialetti in tendenza, come gli idiomi regionali d’Italia spopolano sui social

Non sono solo i singoli creator a far rivivere gli idiomi regionali online. Molte trattorie e ristoranti regionali hanno capito la forza di usare il dialetto per parlare ai giovani, mescolando tradizione e ironia. Basta guardare le pagine di location a Palermo e Catania, che raccontano la loro cucina con reel in dialetto, tra piatti tipici e battute che strappano sempre un sorriso. Oppure le pagine dedicate al cibo calabrese, come Calabria Food Official, che raccontano ricette locali con la voce narrante in calabrese stretto. Così, oltre al cibo, finiscono per diffondersi anche espressioni e modi di dire, contribuendo a diffondere parole locali che ormai vengono utilizzate persino dai ragazzi del Nord (scialarsi è un esempio). Sono proprio questi contenuti brevi a rendere virali le parole regionali che finiscono per diventare parte dello slang giovanile, un po’ come succede con le canzoni estive.

Il dialetto e TikTok

A confermare quanto sia esploso il fenomeno ci sono i numeri: su TikTok l’hashtag #dialetto ha superato i 4,2 milioni di visualizzazioni, e se si esplorano varianti come #veneto, #barese, #calabrese, #siciliano o #genovese, i numeri crescono ancora. Ci sono video che insegnano a pronunciare certe parole, altri che spiegano come sopravvivere in una città se non si conosce il dialetto locale, o ancora quelli che mettono a confronto il dialetto con l’italiano, con effetti sempre esilaranti. La televisione, con i suoi dialetti dominanti come romano e napoletano, ha spesso escluso le varietà meno rappresentate. I social, invece, danno voce a chiunque abbia un telefono e una storia da raccontare, permettendo ai dialetti minori di emergere grazie a micro-influencer radicati nel territorio. Questo democratizza il linguaggio e riflette meglio la diversità italiana.

Forse è proprio questa la vera novità: TikTok e Instagram stanno facendo per i dialetti quello che altri media non hanno mai fatto, dando spazio anche a quelli meno conosciuti, in una mappa linguistica che riflette davvero la varietà dell’Italia. E quello che colpisce è la naturalezza con cui i ragazzi li usano: non come una bandiera nostalgica, ma come qualcosa che appartiene al loro presente, da mescolare a meme, musica, riferimenti pop. Una nuova forma di appartenenza, leggera e quotidiana, che passa da una battuta in dialetto a un commento su TikTok. I dialetti oggi non sono più solo memoria dei nonni, ma un modo per i ragazzi di riscoprire e reinventare le proprie radici. E forse, proprio grazie ai social, quelle parole che sembravano destinate a scomparire stanno vivendo una seconda vita.

Fonte : Wired