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Musumeci attacca: “Si è preferito tacere, minimizzare e liquidare ogni ragionamento con la frase fatta: ‘Niente paura, tanto qui è stato sempre così’”.
Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci
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«Ci sono centomila persone esposte a rischio ai Campi Flegrei, dove c’è uno dei più pericolosi vulcani attivi al mondo. Un’accurata e responsabile pianificazione urbanistica avrebbe dovuto impedire, dal Dopoguerra, ogni attività edificatoria». È il dato politico d’accusa che punta l’indice soprattutto verso le ultime gestioni regionali e comunali, quello emerso dall’informativa urgente del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci sui recenti eventi sismici che hanno colpito l’area dei Campi Flegrei e sullo stato di attuazione degli interventi per la popolazione.
Spiega il ministro del governo Meloni: «Dal settembre del 2023 il governo ha voluto accendere i riflettori sull’area dei Campi Flegrei che è un territorio di grandi valenze storiche e culturali, di rilevante pregio paesaggistico e naturalistico, ma gravato da una eccezionale sovrapposizione di rischi vulcanici, naturali, sismici e bradisismici, un rischio molto elevato a cui le centomila persone residenti sono esposte ogni giorno, anche nel semplice svolgimento delle attività quotidiane. L’azione è per la prima volta non episodica né estemporanea, frutto invece di una programmazione accurata e consistente, strutturata». La timeline del bradisismo ai Campi Flegrei è quella che conosciamo: dopo le due grandi crisi bradisismiche del ’70-’72 e nel decennio successivo, ’82-’84, la caldera ha fermato la sua attività di sollevamento del suolo. Ciò, fino al 2005 quando la terra è ritornata a sollevarsi.
Al momento le risorse in campo sono 300 unità, con 50 mezzi. «A ieri i vigili del fuoco avevano avuto 1.260 richieste di intervento di cui 1020 già eseguite. Tale attività ha determinato emanazione di ordinanza di sgombero da parte dei sindaci con l’evacuazione di 163 nuclei familiari per un totale di 388 persone». «Ci sono 640 istanze di sopralluogo in alloggi al 15 marzo – spiega Musumeci – Il 45% a Pozzuoli, circa il 51% a Napoli e il resto a Bacoli».
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L’aula di Montecitorio durante l’informativa di Musumeci
Pochi i presenti fra i banchi parlamentari di maggioranza d ascoltare la relazione di Musumeci. L’attacco del ministro è anche sulle esercitazioni locali che finora non erano mai state fatte e che non hanno avuto all’inizio successo. «Ci si confronta con diffidenza, scetticismo, rassegnazione e a volte anche con diffidenza, lasciatemelo dire da meridionale». Parla di «autoprotezione» , Musumeci e arrivano mugugni dall’opposizione di centrosinistra. Poi spiega che è in fase di definizione il decreto per concedere contributi per adeguare le abitazioni alla sismicità, concorrendo fino al 50% dei costi da sostenere «a patto che gli immobili siano legittimi» (non abusivi).
L’affondo di Musumeci è molto politico ed è indirizzato agli enti locali: «Le istituzioni pubbliche nei decenni passati avrebbero dovuto guidare la popolazione verso una cultura del rischio e invece si è preferito tacere, minimizzare e liquidare ogni ragionamento con la frase fatta: “Niente paura, tanto qui è stato sempre così”. Un approccio rassicurante che ha garantito un’urbanizzazione incompatibile con il territorio. Questo governo ritiene di aver fatto, in un anno e mezzo, tutto quello che era possibile fare in termini di prevenzione strutturale e non, e lo ha fatto dialogando con sindaci, Regione, prefetto e altri soggetti pubblici in sinergia esemplare».
Marco Sarracino, deputato del Partito Democratico, è il primo dell’opposizione ad intervenire dopo l’intervento di Musumeci: «Lei, ministro, è in colpevole ritardo, avevamo chiesto questa informativa mesi fa. Il sentimento che oggi colpisce i territori è paura del presente e futuro e noi dobbiamo attestare con forza la presenza dello Stato e serve confronto e anche più tatto. A oggi, dobbiamo dircelo, questa sensibilità da parte del governo non c’è sempre stata. Ringraziamo Vigili del fuoco, Protezione civile, sindaci. Ma la politica ha il dovere di spiegare le possibili conseguenze con modalità differenti da come è stato fatto. Decidete: per voi è di portata straordinaria o no questa storia? Ad oggi non è così. Si sono perse le tracce degli interventi di adeguamento sismico, c’erano i fondi perequativi infrastrutturali per le reti idriche e li avete cancellati nella ultima legge di Bilancio».
Fonte : Fanpage