Neymar e l’imbarazzante retroscena: “Ero in mutande, trovo Guardiola che mi mostra un pezzo di carta”

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Il brasiliano ha raccontato in un podcast l’episodio accaduto tredici anni fa, prima di lasciare il Santos: “Erano le due del mattino, mi ritrovai davanti Pep, un traduttore e mio padre”.

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Pep Guardiola avrebbe voluto Neymar con sé a Monaco di Baviera. E fece di tutto per convincerlo ad accettare il trasferimento in Germania ma non riuscì a essere abbastanza persuasivo. Non lo fu nemmeno il Real Madrid che aveva pronto “un assegno in bianco” per il talento brasiliano: bastava solo indicare l’importo e il Bernabeu lo avrebbe accolto su una passerella dorata. O Ney, però, ambiva ad altro: voleva indossare la maglia del Barcellona. E così fu, come ha raccontato in un estratto dell’intervista al podcast ‘Podpah’ condivisa sui social dal canale spagnolo El Chiringuito.

È lo stesso calciatore del Santos a raccontare il retroscena sulla carriera, su ciò che poteva essere e non è stato, su come il tecnico catalano si mossa con molta diplomazia e altrettanta decisione per strappare un sì al giocatore.

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Quanto al vil denaro, se ne sarebbero occupati altri… Il curioso tentativo di Guardiola assomiglia molto al porta a porta dell’agente di commercio che vedi dallo spioncino oppure, tramite appuntamento, cerca di incoraggiare all’acquisto di un prodotto. Pep provò a mettersi di traverso rispetto alla corte dei blaugrana e alla munificenza dei blancos. E non badò certo all’etichetta.

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Erano le 2 del mattino quando si presentò a casa di Neymar perché non si lasciasse distrarre da altre sirene di mercato e seguisse Guardiola in Bundesliga. L’episodio è accaduto nel 2012, una vita fa considerati i tempi del calcio e delle trattative, ma il sudamericano lo ricorda come fosse ieri.

“Ero in mutande e in maglietta. Apro la porta. Vedo mio ​​padre, Guardiola e un traduttore che sono lì, davanti a me. Torno indietro e indosso i pantaloncini. Pep è seduto nella mia stanza – le parole di Neymar – e mi dice: voglio portarti nella squadra che andrò ad allenare. A quel tempo era ancora senza club ma insisteva: voglio che tu venga con me, che tu venga a giocare con me, ti renderò il miglior calciatore del mondo”.

La scena sembra uscita da un copione cinematografico ma è incredibilmente reale. Neymar decrive anche cosa accadde poco dopo e quali furono gli argomenti che l’attuale allenatore del Manchester City mise sul tavolo, certo che i suoi ragionamenti sarebbero stati abbastanza allettanti da entrare nella testa del calciatore. “Guardiola mi mostra un pezzo di carta, apre il suo computer portatile e dice: giocherai qui, farai questo… farai quello… se non segni 60 gol quest’anno cambierò il tuo nome”.

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Tutto molto bello, davvero. Manca il tocco fiale che, almeno in questo caso, non è all’insegna del “vissero tutti felici e contenti” da fiaba. Neymar è intricato e arriva al dunque: “Ho detto… ok, ma di quale squadra parliamo? Pep mi ha risposto: Non posso ancora dirtelo perché non è ancora stato chiuso l’accordo. Ma l’ho convinto e lui ha rivelato: Firmerò con il Bayern. So che era una città fredda ma mi prenderò cura di te. Alla fine ho deciso di firmare per il Barcellona”.

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Fonte : Fanpage