Ha più soprannomi di quanti ne possa avere uno sportivo di fama, Andrea Orcel, e questo la dice lunga su una figura istrionica che ha cambiato il volto della finanza europea. Il banchiere romano classe 1963 si definisce proudly un cittadino del mondo. Sportivo appassionato, i primi viaggi li fa zaino sulle spalle in Sud America negli anni della post-adolescenza. Il vero volo lo prende dopo la laurea conquistata alla Sapienza con una tesi sulle scalate ostili che gli vale il 110 e lode. Un presagio.
L’ “ultimo dei Mohicani”
Nel 1988 entra 25enne in Goldman Sachs e poco dopo si trasferisce in Boston Consulting, per fermarsi poi vent’anni in Merrill Lynch. Ormai banchiere affermato, nel 2012 atterra su Ubs: membro dell’executive board e poi presidente dell’investment banking. Da quattro anni è sulla plancia di comando di Unicredit, da dove ha lanciato la sua sfida ai governi europei mettendo nel mirino due storiche banche molte legate al territorio: Commerzbank in Germania e Banco Bpm in Italia.
Quando nel 2012 passò da Merril a Ubs, raccontano le cronache finanziarie, lo fece in cambio di un assegno da 26 milioni di dollari. “Fu in quella occasione – ha scritto negli anni scorsi il Corriere – che Orcel si guadagnò il soprannome di ‘ultimo dei Mohicani’, intesi come quella razza di banchieri ad altissima remunerazione e bonus incalcolabili che sembravano esser stati spazzati via dalla Grande crisi finanziaria esplosa nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers”.
Ma stipendi e premi negli anni si sono accumulati, tanto che il più celebre dei nickname è ‘il CR7 dei banchieri’, in onore del ricco goleador Cristiano Ronaldo. In una trattativa per passare da Ubs a Santander non andata a buon fine, Orcel chiese ad Ana Botìn un assegno una tantum da 52 milioni di euro, dopo aver strappato un contratto da 10 milioni l’anno più 17 milioni di bonus entrata e altri 35 milioni in azioni. Troppo per gli azionisti spagnoli che mollarono la presa, preferendo pagare una penale da 43,5 milioni dopo una lunga causa.
La stagione in Unicredit
In Unicredit è stato un crescendo fino al 2024 con Orcel che ha guadagnato 13,2 milioni di euro, con 9,4 milioni di bonus. Per il 2025 l’ad pregusta un assegno ancor più ricco: può superare i 16 milioni di euro in un anno, tra fisso e variabile, se riesce a centrare tutti i target. In cambio Orcel ha sempre garantito agli azionisti ricchi dividendi e ampi utili. Per quest’anno ol romano punta al record di 9,9 miliardi di profitti per la banca di piazza Gae Aulenti.
Per rendere ancor più grande Unicredit, Orcel ha aperto due dossier, con Commerzbank a Francoforte e con Banco Bpm a Milano. Mosse che non sono piaciute – eufemismo – alla politica tedesca e a quella italiana, tanto che La Stampa dopo l’annuncio dell’offerta da 10,1 miliardi per il Banco lo ha chiamato il banchiere che sfida i governi’. Ma quello di creare colossi del credito è il suo pallino da sempre: uno dei primi soprannomi affibbiati a una personalità tanto complessa è stato “il dealmaker”, l’uomo che tesse le intese.
Fonte : Wired