Nelle ultime ore si sono moltiplicate le segnalazioni online di utenti che denunciano un aumento di contenuti sensibili nei loro feed di Instagram. Scene di incidenti mortali, sparatorie e immagini forti sembrano aver invaso la piattaforma social di proprietà di Meta, la società di Mark Zuckerberg che controlla anche WhatsApp e Facebook. Come riporta La Stampa, questi video, purtroppo non sono frutto di filmati fittizi o manipolati con l’intelligenza artificiale, ma sono reali e mostrano fatti cruenti accaduti nella realtà. La piattaforma sembra essere sopraffatta, con il suo algoritmo che suggerisce questi contenuti anche a chi non li ha cercati attivamente. Ma cosa sta succedendo?
Algoritmo fuori controllo?
Da mercoledì, la sezione multimediale di Instagram sembrerebbe essere fuori controllo. La causa di questo flusso ininterrotto di contenuti sensibili sembra risiedere nell’algoritmo di Instagram e nel cosiddetto recommendation system, che suggerisce contenuti sulla base degli input forniti dagli utenti stessi, a partire dai “mi piace” fino ai vari hashtag seguiti. Più questi video violenti compaiono, più sembrano venire “spinti” dall’algoritmo in maniera decisamente insolita. Questa tendenza ha sollevato preoccupazioni riguardo alla capacità degli algoritmi di Instagram di filtrare adeguatamente i contenuti per gli utenti, oltre al dubbio sul perché questi contenuti siano presenti sulla piattaforma. Inoltre, non torna il fatto che la maggior parte delle segnalazioni provenga da giovani uomini, mentre i profili di donne e ragazze sembrerebbero non aver subìto alcuna variazione.
Bug o revisione dei limiti?
A inizio anno Meta aveva annunciato un cambiamento nella sua politica di moderazione dei contenuti, con l’abbandono dei programmi di fact-checking negli Usa a fronte dell’introduzione di un modello simile alle “Community notes” di X. Un cambiamento che riduce i limiti all’interno delle piattaforme e che, al momento, dovrebbe riguardare quasi esclusivamente gli Stati Uniti, specialmente in merito al controllo sulla qualità e sulla veridicità di post e reel che vengono pubblicati. Stando alle segnalazioni, gran parte dei contenuti violenti proviene proprio dagli Usa. Al momento, Meta non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla situazione, lasciando aperta la possibilità che si tratti di un malfunzionamento temporaneo, un bug. Se così fosse, sarebbe un errore tecnico che, però, solleva interrogativi sulla sicurezza delle piattaforme online e sulla necessità di un controllo più rigoroso per prevenire l’accesso a contenuti violenti.
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Fonte : Sky Tg24