I dati a disposizione a prima vista, tuttavia, sembrano suggerire il contrario. Oltre all’ovvia coincidenza dell’ambientazione in un pronto soccorso (ma che è una location comune, vista anche in titoli come House, Chicago Med, New Amsterdam ecc.), ci sono altre coincidenze eclatanti: il creatore di The Pitt, per esempio, è R. Scott Gemmill che, oltre ad aver lavorato su Jag ed essere stato lo showrunner di Ncis: Los Angeles, è stato a lungo autore dello stesso ER; da quella serie, come detto, arriva anche Noah Wyle, divenuto celebre proprio per il ruolo del dottor John Carter e ora nei panni del protagonista Michael “Robby” Robinavitch.
Il lancio di The Pitt arriva dopo che altri accordi con la famiglia Crichton erano stati cestinati: “Sherri Crichton era emozionata all’idea che il team originale dietro a ER volesse lavorare a un reboot ma è rimasta sotto choc quando Warner Bros. ha interrotto bruscamente le trattative per annunciare The Pitt, una copia-carbone del reboot di ER che le era stato presentato”, si legge in un comunicato: “Il Crichton Estate non vede l’ora di presentare il caso a una giuria ed è fiducioso di vincere”. La vedova Crichton ha fatto anche intendere che non si tratti solo di una questione personale ma anche di un principio di tutela delle opere creative in generale.
Da parte loro i produttori di The Pitt sostengono che nel contratto con gli eredi Crichton non c’è nessuna clausola che impedisce a Warner Bros. di produrre altri medical ambientati in pronto soccorso e che anzi la nuova produzione è del tutto diversa e slegata da ER: “Il nostro intento con The Pitt è di esplorare – e accendere la discussione pubblica su – le sfide che il personale sanitario d’emergenza deve affrontare nel mondo post-Covid”, ha dichiarato in proposito Wells che con la sua John Wells Productions è dietro al nuovo progetto. Non è ancora chiaro quando si andrà in tribunale, nel frattempo Warner Bros. ha già rinnovata per una seconda stagione.
Fonte : Wired