Campi Flegrei sono un’area vulcanica attiva situata a ovest di Napoli, che dal 2005 è caratterizzata da processi dinamici e in perenne evoluzione. Proprio per questo, la sismicità dei Campi flegrei è continuo oggetto di studio. Una nuova ricerca pubblicata su Nature Communications, frutto della collaborazione fra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e l’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea), ha messo in luce la presenza in quest’area di particolari segnali sismici, i cosiddetti sciami “burst-like”. Vediamo di che cosa si tratta.
Identikit dei Campi Flegrei
Prima però di entrare nei dettagli dello studio, un piccolo recap sulle caratteristiche e la storia eruttiva di questa zona. Innanzitutto, i Campi Flegrei includono i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania e parte della città di Napoli. Ricchi di fumarole e sorgenti termali, i Campi Flegrei sono tecnicamente una caldera, cioè una depressione del suolo che si è formata per il collasso del tetto del serbatoio magmatico superficiale a seguito del suo svuotamento dopo almeno due grandi eruzioni: l’Ignimbrite campana di 40mila anni fa e il Tufo giallo napoletano di 15mila anni fa.
Quella dell’Ignimbrite Campana è considerata come l’eruzione a più elevata energia verificatasi nel Mediterraneo di cui ad oggi si ha notizia. Si pensa che l’enorme quantità di cenere che venne dispersa nell’atmosfera influenzò addirittura il clima non solo a livello regionale ma probabilmente anche a livello mondiale.
La situazione attuale nei Campi Flegrei
Di recente non si sono verificati importanti fenomeni eruttivi (l’ultima eruzione risale al 1538), ma il suolo in questa zona continua a deformarsi dando luogo a scosse di terremoto e sciami sismici. L’ultimo bollettino dell’Ingv segnala che durante il mese di gennaio si sono verificate 319 scosse di terremoto con una magnitudo massima pari a circa 3. Di queste, il 90% del totale ha avuto una magnitudo minore di 1.0 o non determinabile a causa della bassa ampiezza del segnale, e un solo evento sismico ha avuto una magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9. Il resto delle scosse, cioè il 9.5% del totale, ha avuto una magnitudo compresa fra 1.0 e 2.9.
Gli sciami sismici “burst-like”
Nel corso della ricerca pubblicata su Nature Communications, gli autori e le autrici hanno preso in esame alcuni sciami sismici di tipo vulcano-tettonico divenuti evidenti dal 2021, di cui hanno osservato un incremento nella frequenza: “Questi sciami sismici, definiti ‘burst-like’, si manifestano con una sequenza rapida di piccoli terremoti che rende complessa la distinzione dei singoli eventi nel sismogramma tramite le consuete tecniche di analisi”, spiega Flora Giudicepietro, ricercatrice Ingv e prima autrice del lavoro. “Parallelamente, i fenomeni di sollevamento del suolo, l’attività sismica ordinaria e le emissioni di gas, tipici di questa fase di attività, hanno mostrato un’accelerazione”.
L’analisi del gruppo di ricerca ha permesso di localizzare queste sequenze sismiche in un’area che comprende il principale campo idrotermale dei Campi Flegrei: “In questa zona, in particolare in corrispondenza del Monte Olibano, è presente un’anomalia geodetica, evidenziatasi proprio dal 2021, che è stata oggetto specifico di nostri recenti studi”, aggiunge Francesco Casu, dirigente di ricerca del Cnr-Irea e coautore della pubblicazione. “Questa anomalia si manifesta come una regione che si solleva meno rapidamente rispetto alle aree circostanti, suggerendo dinamiche complesse legate all’interazione tra deformazioni del suolo, sismicità e attività idrotermale”.
In alcuni studi condotti in altri contesti vulcanici, spiegano dall’Ingv e dal Cnr, gli sciami sismici “burst-like” sono stati associati a esplosioni freatiche, ossia a eventi eruttivi di bassa energia che portano a un’esplosione di vapore, acqua e materiale roccioso. Ciò sembra suggerire, concludono dall’Ingv, che i fenomeni sismici osservati potrebbero essere potenziali indicatori di cambiamenti significativi nelle condizioni fisiche del sistema idrotermale della caldera flegrea.
Fonte : Wired