Abu Obeida, portavoce militare delle Brigate al-Qassam, ala armata di Hamas, ha dichiarato che stasera saranno restituiti i corpi degli ostaggi israeliani Ohad Yahalomi, Tsahi Idan, Itzik e Shlomo Mantzur, confermando quanto già riferito in precedenza dai media israeliani, mentre i nomi non hanno ancora ricevuto conferma ufficiale da parte delle autorità ebraiche. Yahalomi, 49 anni al momento del rapimento, è stato preso in ostaggio nel Kibbutz Nir Oz dopo aver ingaggiato una sparatoria con uomini armati nella sua casa ed essere stato colpito alla gamba. Dopo essere stato ferito, i miliziani hanno fatto uscire di corsa la moglie Batsheva e i loro tre figli dalla casa e li hanno fatti salire su due motorini: Batsheva, la figlia Yael di 10 anni e un’altra bambina di quasi due anni su un mezzo, mentre il figlio Eitan di 12 anni e un altro ostaggio, un lavoratore straniero, su un altro. Batsheva e le sue due figlie sono riuscite a fuggire prima del rapimento, mentre Eitan è stato preso in ostaggio ed è stato rilasciato il 27 novembre 2023 come parte del primo accordo di cessate il fuoco. Idan, anche lui 49enne nel giorno del massacro, è stato rapito da Hamas nella sua casa nel Kibbutz Nahal Oz, dopo che la figlia maggiore, Maayan, 18 anni, è stata uccisa dagli spari passati attraverso la porta della stanza di sicurezza dove la famiglia, di cinque persone, si era rifugiata al momento dell’attacco. I miliziani hanno preso in ostaggio Idan Tsahi separandolo dal resto della sua famiglia che hanno lasciato andare. In quei tragici momenti, la figlia più piccola, Yael, ha chiesto ai terroristi di non ucciderlo. “I terroristi si sono girati e hanno detto: ‘Tornerà, tornerà'”, ha raccontato la moglie Gali. “Hanno promesso a Yael che sarebbe tornato”. Elgarat, 69enne al momento dell’attacco, si trovava nella sua casa del Kibbutz Nir Oz la mattina del 7 ottobre. I miliziani hanno sparato attraverso la porta della sua stanza di sicurezza, ferendolo e prendendolo in ostaggio. In quei momenti concitati era al telefono con il fratello Danny che ha potuto sentire le urla di sottofondo e Itzik dirgli: “Danny, questa è la fine, questa è la fine”. Due ore più tardi, Danny Elgarat ha visto che il telefono di suo fratello si trovava a Gaza. Itzik Elgarat ha la cittadinanza danese e due figli che vivono nel Paese europeo. Mantzur è stato ucciso e il suo corpo portato a Gaza dai terroristi di Hamas che hanno fatto irruzione nella sua casa del kibbutz Kissufim il 7 ottobre, ha riferito l’Idf. Aveva 85 anni. Mazal, la moglie di Mantzur, è riuscita miracolosamente a scappare. Originario dell’Iraq, Mantzur ha vissuto a Kissufim per la maggior parte della sua vita, gestendo il pollaio del kibbutz per molti anni.
Fonte : Sky Tg24