Terre rare in Ucraina, cosa sappiamo finora sull’accordo con gli Stati Uniti

Un accordo sulle terre rare tra Ucraina e Usa potrebbe essere vicino. Kyiv e Washington sarebbero sul punto di siglatre un’intesa per la gestione delle risorse minerarie strategiche del paese europeo. Secondo il Financial Times, che avrebbe visionato un testo, l’obiettivo dichiarato di Donald Trump è quello di recuperare parte degli investimenti effettuati dagli Stati Uniti nel paese. In cambio della concessione sulle risorse, l’Ucraina otterrebbe la prosecuzione degli aiuti militari americani e un impegno generico al sostegno economico, ma senza le garanzie di sicurezza formali inizialmente richieste. L’accordo prevederebbe inoltre la creazione di un fondo d’investimento per la ricostruzione dell’Ucraina, gestito “a condizioni paritarie” tra i due paesi, secondo quanto dichiarato dal vice primo ministro ucraino Olha Stefanishyna, che ha guidato i negoziati. Donald Trump ha confermato che Volodymyr Zelensky è atteso a Washington entro la settimana per formalizzare l’intesa.

Cosa contiene l’accordo?

La versione originale dell’accordo sulle terre rare in Ucraina era molto più onerosa per Kyiv. Nella prima bozza presentata dall’amministrazione Trump, si chiedeva a Kiev di contribuire fino a 500 miliardi di dollari in risorse minerarie, una cifra che il presidente Zelensky aveva definito eccessiva, sottolineando che l’intero aiuto americano ricevuto finora era stato di circa 100 miliardi di dollari. Dopo il rifiuto ucraino, Trump aveva definito Zelensky un “dittatore” e aveva incolpato l’Ucraina – e non la Russia – per lo scoppio della guerra. La versione finale dell’accordo potrebbe abbandonare la richiesta specifica dei 500 miliardi, ma manterrebbe il principio che l’Ucraina debba contribuire con il 50% dei profitti futuri dalle sue risorse minerarie. L’accordo si applicherebbe esclusivamente ai nuovi giacimenti. Il testo, infatti, specificherebbe che le attività estrattive già operative, tra cui quelle di Naftogaz e Ukrnafta – le principali compagnie ucraine di gas e petrolio – non rientrano nell’intesa, così da non intaccare le entrate attuali del governo ucraino. Gli Stati Uniti potrebbero dunque avere accesso solo ai giacimenti non ancora sviluppati, che tuttavia rappresentano circa l’85% delle risorse minerarie potenziali dell’Ucraina.

Un aspetto cruciale della nuova bozza di accordo sarebbe l’assenza di garanzie di sicurezza formali per l’Ucraina, una condizione che Kyiv aveva inizialmente considerato essenziale per accettare l’intesa. Questo lascia il paese in una posizione di incertezza riguardo al sostegno americano a lungo termine nella guerra contro la Russia. Trump ha comunque dichiarato che l’Ucraina otterrà “il diritto di combattere” e che le forniture di equipaggiamento militare americano potrebbero continuare “fino a quando non avremo un accordo con la Russia“, ma l’obiettivo principale è arrivare a un negoziato. Il presidente americano ha anche menzionato la necessità di “qualche forma di mantenimento della pace” in Ucraina dopo un eventuale accordo di pace, ma ha specificato che dovrebbe essere “accettabile per tutti”.

Il tesoro sotterraneo ucraino

Il valore economico e strategico che ha motivato Washington a concludere l’accordo risiede nelle immense riserve minerarie ucraine, cruciali per le industrie avanzate. Il sottosuolo ucraino contiene circa il 5% delle riserve mondiali di materiali “critici”, con circa 20mila giacimenti di 116 diverse tipologie. L’Ucraina detiene le maggiori riserve europee di titanio (7% del totale mondiale), essenziale per l’industria aerospaziale e militare, e una delle più grandi riserve di litio in Europa (500mila tonnellate), fondamentale per batterie e tecnologie verdi. Inoltre, prima dell’invasione russa, l’Ucraina forniva il 90% del neon purificato proprio agli americani, gas molto utilizzato dall’industria dei semiconduttori, oltre che significative quantità di gallio e berillio, essenziali per elettronica e industria nucleare.

Secondo la Bbc, Putin avrebbe cercato di minare l’accordo offrendo a Trump l’accesso anche ai giacimenti russi, che ha definito “significativamente maggiori” di quelli ucraini, compresi quelli nei territori occupati. Mentre la Commissione europea ha negato di aver proposto all’Ucraina un accordo alternativo sui minerali, come era stato riportato in precedenza, ma ha confermato l’esistenza di una partnership sulle materie prime critiche con Kiev dal 2021.

Fonte : Wired