In serata la Sala stampa vaticana ha fatto sapere che “non si sono verificati episodi acuti respiratori” e i parametri emodinamici del Santo Padre “continuano a essere stabili”. Effettuata una tac di controllo per il monitoraggio della polmonite bilaterale. La prognosi resta riservata
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“Le condizioni cliniche del Santo Padre rimangono critiche, ma stazionarie. Non si sono verificati episodi acuti respiratori e i parametri emodinamici continuano
ad essere stabili”. Questo l’aggiornamento arrivato in serata, dal bollettino diffuso dalla Sala stampa vaticana, sulle condizioni di Papa Francesco, ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale che poi ha scatenato altri problemi di salute. Il Papa “in serata ha effettuato una tac di controllo programmata per il monitoraggio radiologico della polmonite bilaterale. La prognosi rimane riservata”, si legge ancora nel bollettino medico in cui si sottolinea anche che “in mattinata” Bergoglio, “dopo aver ricevuto l’Eucarestia, ha ripreso l’attività lavorativa”.
Il bollettino precedente
Questa mattina, sempre la Sala stampa vaticana aveva informato che il Papa aveva “riposato bene, tutta la notte”. Ieri Francesco aveva inoltre ricevuto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e il sostituto mons. Edgar Pena Parra e durante l’incontro al Gemelli aveva comunicato la sua decisione di autorizzare l’avvio dell’iter per la beatificazione di Salvo D’Acquisto.
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Il messaggio per la Quaresima: “Morte trasformata in vittoria”
Oggi è stato diffuso anche il messaggio per la Quaresima scritto da Papa Francesco prima del ricovero e che infatti è datato 6 febbraio. “La morte è stata trasformata in vittoria e qui sta la fede e la grande speranza dei cristiani: nella risurrezione di Cristo”, si legge. Ancora: la Quaresima è innanzitutto una “chiamata alla conversione: quella della speranza, della fiducia in Dio e nella sua grande promessa, la vita eterna. Dobbiamo chiederci: ho in me la convinzione che Dio perdona i miei peccati? Oppure mi comporto come se potessi salvarmi da solo? Aspiro alla salvezza e invoco l’aiuto di Dio per accoglierla? Vivo concretamente la speranza che mi aiuta a leggere gli eventi della storia e mi spinge all’impegno per la giustizia, alla fraternità, alla cura della casa comune, facendo in modo che nessuno sia lasciato indietro?”. Papa Francesco nel messaggio cita anche la Prima Lettera ai Corinti di San Paolo: “La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?”.
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Il rosario in piazza San Pietro
Intanto, lunedì sera alle 21 c’è stato il rosario in piazza San Pietro guidato dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin. Iniziativa che si ripeterà tutti i giorni, come una maratona di preghiera a cui parteciperanno i cardinali residenti a Roma, per chiedere la guarigione del Papa. Stasera a guidare il rosario sarà il cardinale Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione. In una piazza colma di gente, con candele e rosari, ieri Parolin ha detto: “Da duemila anni il popolo cristiano prega per il Papa che si trova in pericolo o è infermo. Anche in questi giorni una intensa preghiera si eleva per lui al Signore da parte di singoli fedeli e di comunità cristiane del mondo intero. Da questa sera vogliamo unirci anche noi pubblicamente a questa preghiera, qui nella sua casa, con la recita del Santo Rosario. Lo affidiamo alla potente intercessione di Maria Santissima” perché “lo sostenga in questo momento di malattia e di prova e lo aiuti a recuperare presto la salute”. Che Francesco stia vivendo ore molto difficili lo si evince anche dalle parole del cappellano del Gemelli, don Nunzio Currao, che nel corso di una celebrazione ieri in ospedale ha detto: “In questo momento vorrei che chiedessimo la stessa fede di Abramo, la ‘spes contra spem’, la speranza contro ogni speranza”.
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Fonte : Sky Tg24